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Dermatologia web: diagnosi a distanza non ancora affidabili

dermatologia(Reuters Health) – Diagnosi non corrette, trattamenti inappropriati, mancanza di informazione sui possibili effetti collaterali e sui rischi, mancanza di trasparenza riguardo alle qualifiche dei medici. Sono solo alcune delle preoccupazioni emerse in uno studio sui siti di teledermatologia diretti agli utenti/pazienti.

“Sono rìmasto negativamente colpito dalla scarsa performance che abbiamo osservato” ha detto l’autore principale dello studio, Jack S. Resneck, Jr. della University of California, San Francisco School of Medicine.

Lo studio
La teledermatologia rivolta al paziente si sta espandendo rapidamente, ma la sua affidabilità è ancora scarsamente studiata. Per valutare la performance di questi siti, i ricercatori hanno costruito sei casi simulati con sintomi relativi alla pelle e alcuni membri del team hanno fatto da pazienti. Ogni caso includeva dati demografici del paziente, una storia della malattia in corso, una revisione dei sistemi e tre foto di eruzioni o lesioni cutanee. Le foto sono state principalmente reperite attraverso motori di ricerca su Internet accessibili a tutti.

I pazienti simulati hanno caricato foto di varie malattie infettive, infiammatorie o cancerose della pelle su siti e app per smartphone che offrivano servizi ai residenti in California.

I risultati
I ricercatori hanno ricevuto risposte da 16 siti rivolti ai consumatori che hanno totalizzato 62 visite online dal 4 febbraio all’11 marzo. Di seguito si illustrano alcuni dei risultati dello studio:

Nessun sito ha richiesto una prova di identificazione o si è preoccupato delle foto false. Durante il 68% delle visite online, i pazienti non hanno potuto scegliere tra diversi medici. Le informazioni sull’abilitazione professionale dei medici stessi sono state fornite nel 26% dei casi e alcuni siti hanno reclutato medici di tutto il mondo che non possedevano abilitazioni per lavorare in California (una nota editoriale osserva che la legislazione adottata finora in 12 stati contribuirebbe ad accelerare l’abilitazione per svolgere la professione in più stati).

Solo nel 23% delle visite online i siti hanno richiesto il nome del medico di assistenza primaria del paziente, mentre solo nel 10% dei casi si sono offerti di spedire i referti medici.

Nel 77% dei casi veniva formulata una diagnosi. Anche se sono stati prescritti farmaci per il 65% dei casi diagnosticati, i potenziali effetti avversi sono stati resi noti solo nel 32% dei casi e i rischi per la gravidanza nel 43% di essi. Inoltre, a volte i trattamenti apparivano in contrasto con le linee guida esistenti.

Secondo i ricercatori, quando era possibile fare una diagnosi basandosi solo sulle foto, i siti hanno formulato molte diagnosi corrette. Ma nel momento in cui erano necessarie maggiori informazioni – per esempio altri sintomi, come febbre e mestruazioni abbondanti – “non hanno mai posto domande semplici e la performance diagnostica è stata bassa”. Ripetutamente non sono state diagnosticate condizioni importanti come sifilide, eczema e sindrome dell’ovaio policistico, ha evidenziato il Dr. Resneck. Una paziente ha caricato foto di uno sfogo da sifilide, ma ha detto al servizio che pensava fosse psoriasi. “Molti medici operanti su questi siti rivolti ai pazienti semplicemente convenivano con l’autodiagnosi e prescrivevano farmaci per la psoriasi”, ha detto.

Inoltre, se i pazienti finiscono per aver bisogno di un’assistenza, perché la loro condizione peggiora o subiscono l’effetto collaterale di un farmaco, molti medici di teledermatologia non hanno contatti locali e non possono agevolare un appuntamento. “È per questo che la telemedicina viene eseguita al meglio da medici e membri di team che fanno parte di studi medici o sistemi locali in cui i pazienti già ricevono cure”, ha continuato.

FONTE JAMA Dermatology 2016

Marilynn Larkin

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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