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Declino cognitivo: un alto livello di istruzione non lo rallenta

(Reuters Health) – Un’istruzione superiore può costruire una base più solida per la funzione cerebrale complessiva, ma partire da questo livello più alto di funzione non influenza la decelerazione della cognizione nella vecchiaia.

È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori del Rush University Medical Center’s Alzheimer’s Disease Center di Chicago pubblicato da Neurology.

Gli scienziati hanno preso in considerazione i dati di 2.899 uomini e donne relativi a due studi statunitensi a lungo termine per valutare il contributo dato dall’istruzione alla riserva cognitiva, e come ripidamente diminuisce con l’avanzare dell’invecchiamento.

Precedenti studi hanno collegato l’istruzione superiore a una maggiore riserva cognitiva, che potrebbe ritardare, o almeno tamponare, l’insorgenza di cambiamenti evidenti nella funzione cognitiva con l’età.
Ma ci sono prove contrastanti sul fatto che il livello di istruzione influenzi anche il modo in cui le capacità di pensiero veloce si deteriorano.
“Il livello di istruzione non è un fattore determinante nell’invecchiamento cognitivo”, spiega l’autore principale dello studio, Robert Wilson.

Lo studio
All’inizio dello studio condotto da Wilson e colleghi, l’età media dei partecipanti era di appena 78 anni.
Mediamente, i membri del gruppo avevano più di 16 anni di istruzione scolastica. Nessuno presentava sintomi di demenza all’inizio dello studio.

Tutti hanno effettuato test cognitivi annuali per una media di otto anni. Su coloro che sono morti durante il periodo di studio sono state eseguite autopsie del cervello.

Le evidenze
I ricercatori hanno scoperto che l’età più giovane e il livello più alto di istruzione erano associati a un più alto livello di cognizione generale all’inizio del periodo di studio.
Le donne avevano livelli cognitivi di base più elevati rispetto agli uomini.

Durante gli anni successivi alle valutazioni di base, tuttavia, il livello di istruzione non era legato a tassi più lenti di declino cognitivo o ad un successivo declino cognitivo associato a demenza emergente. Anzi, il rapido declino della funzione cognitiva verso la fine della vita sembrava iniziare prima tra gli individui con livelli di istruzione più alti.

La probabilità di trovare evidenze di ictus su studi autoptici del cervello sembrava essere inferiore negli individui con livelli più alti di istruzione, livelli superiori che tuttavia non impedivano il più rapido declino cognitivo associato a ictus o demenza.

“Il livello di istruzione è correlato al livello della funzione cognitiva all’inizio della vecchiaia, ma non ai cambiamenti cognitivi successivi – spiega Wilson – Una migliore comprensione dei fattori che contribuiscono alla riserva cognitiva può suggerire nuove strategie per il mantenimento della funzione cognitiva in età avanzata”.
“Il modesto effetto dell’istruzione in questo studio è sorprendente – osserva Isabel Pavao Martins dell’Università di Lisbona, non coinvolta nello studio – Ma questo può essere dovuto all’alto livello generale di istruzione nel campione di popolazione: studiando varianti educative più ampie, i risultati potrebbero essere diversi. Un’istruzione superiore è comunque un fattore protettivo, dal momento che questi soggetti ottengono risultati migliori lungo tutto il loro percorso. Ulteriori indagini sono necessarie per confrontare soggetti con diversi background educativi”.

Fonte: Neurology
Will Boggs
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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