Da studio cinese punteggio di rischio per COVID-19

(Reuters Health) – Alcuni ricercatori cinesi hanno sviluppato e convalidato un punteggio di rischio Covid-19 che può aiutare a prevedere, al momento del ricovero, le possibilità che ha un paziente di progredire verso una forma grave dell’infezione.

Il punteggio è stato tradotto in un calcolatore del rischio online che è disponibile gratuitamente  (http://118.126.104.170/).

Jianxing He e colleghi, della Guangzhou Medical University, hanno collaborato con la National Health Commission of China per stabilire una coorte di pazienti Covid-19 da 575 ospedali in 31 regioni tra novembre 2019 e gennaio 2020.

I dati sono stati usati per calcolare un punteggio di rischio in grado di prevedere se un paziente Covid-19 ricoverato svilupperà una malattia critica, come sepsi, insufficienza respiratoria, sindrome da distress respiratorio acuto, insufficienza cardiaca e shock settico.

I dati di altre quattro coorti comparabili sono stati utilizzati per convalidare il punteggio. Come riportato da Jama Internal Medicine, la coorte di sviluppo comprendeva 1.590 pazienti e la coorte di validazione 710.

I risultati
Per entrambi i gruppi, l’età media era di 48 anni e circa il 55% erano uomini. All’ammissione in ospedale, l’1,3% aveva una malattia grave e gli altri lieve; il 25% presentava almeno una comorbidità, come ipertensione (16,9%), diabete (8,2%) o malattie cardiovascolari (3,7%).

Dieci variabili su 72 erano fattori predittivi indipendenti e sono state incluse nel punteggio: anomalia radiografica del torace (OR, 3,39) età (OR, 1,03), emottisi (OR, 4,53), dispnea (OR, 1,88), incoscienza (OR, 4,71), numero di comorbidità (OR, 1,60), storia pregressa di cancro (OR, 4.07), rapporto neutrofili-linfociti (OR, 1,06), lattato deidrogenasi (OR, 1.002) e bilirubina diretta (OR, 1,15). L’area media sotto la curva era 0,88 in entrambe le coorti.

“Complessivamente, il calcolatore del rischio potrebbe essere uno strumento utile per i medici. Le variabili sono facilmente ottenibili, quindi l’esecuzione non dovrebbe essere difficile. Essere in grado di stratificare il rischio dei pazienti potrebbe aiutare a effettuare il triage dei pazienti e capire se devono essere ricoverati o trasferiti in terapia intensiva”, osserva Frederick Bucker della Divisione di allergie e malattie infettive presso la School of Medicine dell’Università di Washington a Seattle, non coinvolto nello studio.

Secondo l’esperto statunitense il calcolatore può anche essere utile nel processo decisionale sulla terapia: “Questo aspetto dovrà essere studiato di più, ma sarà molto utile avere uno strumento che ci aiuti a decidere chi potrebbe trarre beneficio dal trattamento con plasma immunitario o da farmaci di cui disponiamo in quantità limitata, come remdesivir. Faciliterà anche le nostre conversazioni con i pazienti e le loro famiglie, contribuendo alle aspettative sulle possibilità di guarigione”.

“Un limite di questo studio è rappresentato dal campione della popolazione osservata, interamente cinese– conclude Bucker – Sarà utile vederlo messo in pratica e studiato nelle cliniche e negli ospedali statunitensi”.

Fonte: JAMA Internal Medicine

Marilynn Larkin

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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