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Cuore: realizzato spray nasale per ripararlo simulando lo smog

In futuro il cuore si riparerà con uno spray, o almeno questo è ciò che spera un gruppo di scienziati italiani guidati da Michele Miragoli del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università di Parma e da Daniele Catalucci del CNR IRGB che hanno realizzato il prototipo di uno spray nasale a base di nanoparticelle inalabili per curare il cuore ‘scompensato’, non più capace di pompare il sangue in modo adeguato (come avviene ad esempio dopo un infarto). Inutile dire che i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine, aprono la strada a nuove possibilità terapeutiche meno invasive.

L’idea parte dallo smog
Gli scienziati hanno pensato di sfruttare i meccanismi dell’inquinamento atmosferico: in quest’ultimo, spiega Miragoli, le nanoparticelle tossiche una volta inalate possono arrivare al cuore e creare danni.

Lo studio
I ricercatori hanno mimato questi meccanismi per creare un sistema di trasporto rapido e preciso di farmaci al cuore: nanoparticelle biocompatibili e non tossiche. Le nanoparticelle inalabili viaggiano verso i polmoni e di qui subito al cuore dove scaricano i farmaci; al contrario della somministrazione endovena, il farmaco in questa maniera arriva dritto al bersaglio ed è molto più efficace. “Nel giro di 5-7 anni – sostiene Miragoli – si potrebbe arrivare a sperimentazioni su pazienti”.

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