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Cuore: l’impianto di dispositivo ventricolare aumenta la sopravvivenza

(Reuters Health) –  Per alcuni pazienti è possibile ripristinare una funzione cardiaca quasi normale dopo essersi sottoposti all’impianto del dispositivo di assistenza per il ventricolo sinistro (LVAD). È quanto emerge da uno studio osservazionale condotto in USA. La pompa meccanica impiantata nel ventricolo sinistro è un’alternativa al trapianto di cuore nei pazienti con insufficienza cardiaca avanzata resistenti alla terapia medica. Si è visto che può migliorare il tasso di sopravvivenza, la qualità della vita e la capacità funzionale del muscolo cardiaco.Secondo il lavoro pubblicato dal Journal of American College of Cardiology pochi giorni fa, una percentuale compresa tra il 5 e il 24% dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca avanzata può recuperare una discreta funzionalità cardiaca, tale da consentire successivamente l’espianto del dispositivo.

Lo studio
Djordije G. Jakovljevic e colleghi della Newcastle University hanno valutato se i pazienti sottoposti ad un protocollo di recupero-ponte con LVAD potessero raggiungere capacità funzionali cardiache e fisiche equivalenti a quelle dei controlli sani. Sono stati esaminati i dati di 18 pazienti che avevano ricevuto un LVAD a flusso continuo, 16 pazienti con espianto di LVAD (pazienti recuperati), 24 candidati al trapianto di cuore e 97 controlli sani. Tutti i tre gruppi hanno evidenziato capacità funzionali cardiache e fisiche notevolmente inferiori rispetto ai controlli sani. Sei dei 16 pazienti (37,5%) – migliorati al punto che era stato possibile espiantare la pompa meccanica –  hanno recuperato una sufficiente potenza cardiaca, sovrapponibile ai controlli sani appaiati per età e sesso. Il tempo dall’espianto della pompa non è stato significativamente associato al rapporto tra il picco del consumo di ossigeno e la potenza cardiaca, suggerendo che il recupero cardiaco e funzionale è sostenibile per parecchi anni dopo l’espianto di LVAD.”E’ degno di rilievo il fatto che i pazienti con cardiomiopatia dilatativa e scompenso cardiaco in fase terminale refrattario, con l’uso attento e combinato di LVAD e terapia medica, hanno potuto recuperare capacità di riserva funzionale e fisiche – hanno osservato i ricercatori – Il significato di questo recupero è che un numero importante di loro può raggiungere i livelli equivalenti a quelli dei controlli sani”.

Altri studi hanno rilevato che i pazienti trattati con LVAD mostrano un tasso significativamente più elevato di sopravvivenza insieme al miglioramento dello stato funzionale, un miglioramento della qualità della vita e una riduzione della depressione e, inoltre, non sembra esserci alcun aumento della mortalità associata ad un impianto tardivo di LVAD, questo malgrado un maggior numero di eventi avversi nel primo anno che si riducevano nel secondo anno. “Al momento non c’è un LVAD perfetto – sottolinea Randall C. Starling della Cleveland Clinic in Ohio, non coinvolto nello studio – Le LVAD attuali prolungano la vita e migliorano la qualità della vita oltre alla capacità funzionale. Gli eventi avversi possono verificarsi e i pazienti devono essere ben informati prima di decidere per un impianto LVAD”

Fonte: Journal American College Cardiology

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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