Covid: ECG e segni vitali stratificano rischio ventilazione meccanica

(Reuters Health) – I risultati dell’ECG e la valutazione dei segni vitali forniscono indicazioni chiare ai medici sui pazienti COVID-19 da avviare a un livello di cure superiore. È quanto emerge da uno studio condotto a New York e pubblicato da Mayo Clinic Proceedings

Per esaminare il valore prognostico di parametri come i segni vitali e l’elettrocardiogramma, Nir Uriel e colleghi, del Columbia University Irving Medical Center, hanno studiato i dati relativi a 1.258 pazienti visitati in tre ospedali a marzo e aprile. Tutti sono stati seguiti per 14 giorni dopo il test positivo iniziale per SARS-CoV-2.

L’età mediana dei pazienti era 61,6 anni e tra le più comuni comorbilità figuravano ipertensione (57%), diabete (37%) e obesità (34%). I sintomi più comuni al momento del triage comprendevano febbre (39%), tosse (32%) e dispnea (29%).

Anche lo sviluppo precoce di insufficienza respiratoria era diffuso, con il 53% di tutte le intubazioni effettuato entro 48 ore dalla presentazione.

A 48 ore, l’80% dei pazienti era in vita senza aver ricevuto ventilazione meccanica, il 14% aveva ricevuto ventilazione meccanica ed era ancora in vita e il 6% era deceduto. Il tempo mediano dall’arrivo in ospedale alla ventilazione meccanica era un giorno, mentre quello dall’arrivo in ospedale al decesso era sei giorni. A 14 giorni, la mortalità era pari al 18%, con un incremento al 22% dopo 30 giorni.

I risultati dell’ECG che si associavano significativamente all’endpoint composito della ventilazione meccanica o del decesso entro 48 . ore dalla diagnosi erano fibrillazione/flutter atriale (odds ratio, 2,5), strain del ventricolo destro (OR, 2,7) e anomalie del segmento ST (OR, 2,4).

Solo cinque pazienti su 108 (5%) senza queste anomalie all’ECG e con parametri vitali respiratori normali sono deceduti o hanno richiesto ventilazione meccanica entro 48 ore, rispetto ai 68 pazienti su 216 (31%) che presentavano anomalie sia all’ECG, sia nei segni vitali respiratori.

“La combinazione di segni vitali respiratori anomali ed ECG con presenza di fibrillazione/flutter atriale, sovraccarico RV o anomalie nel segmento ST al momento della presentazione si ottiene facilmente, è altamente prognostica dell’esito a 48 ore e dovrebbe essere la base del triage precoce per il livello di cure ospedaliere”, concludono i ricercatori.

Fonte: Mayo Clinic Proceedings
Staff Reuters
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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