Coronavirus: al Careggi incoraggianti primi risultati con farmaci anti artrite, Hiv o ebola

“Incoraggianti le condizioni dei primi 4 pazienti usciti dalla terapia intensiva, iniziamo a vedere i primi risultati positivi da valutare con la necessaria prudenza in merito all’utilizzo compassionevole nei pazienti, affetti da Covid-19, con gravi difficoltà respiratorie, dei vari farmaci in commercio per altre patologie come artrite reumatoide, Hiv, malaria o Ebola”. A parlare è Rocco Damone, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze.

Damone ha spiegato, in una nota che al 23 marzo “sono 25 i pazienti dimessi dai reparti Covid-19 del Careggi: dall’infettivologia, ma anche dalle altre strutture assistenziali attrezzate per l’isolamento dei portatori di coronavirus”. Alcuni di questi, in attesa delle ultime verifiche sui tamponi, “stanno usufruendo dell’ospitalità delle strutture residenziali messe a disposizione della Regione Toscana per le persone in via di guarigione che, per motivi logistici, non sono in condizioni di rientrare al domicilio di provenienza”.

Intanto, aggiunge il dg, “è in fase di perfezionamento il protocollo di impiego dei 10mila test sierologici messi a disposizione dalla presidenza della Regione per il personale del sistema sanitario toscano”. I test, “serviranno ad accertare la presenza di anticorpi nel sangue degli operatori entrati in contatto con il virus e quindi definire la condizione dei portatori capaci di trasmettere la malattia, da quella dei soggetti immunizzati che hanno completamente debellato il virus”.

Damone ha poi ringraziato il personale di Careggi che sta dando “il massimo umanamente e professionalmente per superare le difficoltà quotidiane nella lotta al Covid-19, personale che è necessario aiutare al meglio delle possibilità anche con nuove assunzioni, da ora a maggio sono in programma gli ingressi in organico di 26 oss e 85 infermieri”.

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