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Coronarografia: un algoritmo web based “seleziona” i pazienti candidati

(Reuters Health) – Dal Tufts University Medical Center di Boston è stato ideato un algoritmo decisionale che, tramite una piattaforma web-based, raccoglie e analizza le risposte alle più comuni informazioni cliniche. In questo modo sarebbe in grado di identificare i pazienti con dolore toracico che potrebbero non aver bisogno di eseguire un test da stress o una coronarografia.

Lo studio
Per determinare l’effettiva necessità dei test, James Udelson e colleghi del Tufts University Medical Center di Boston hanno analizzato i dati provenienti da uno studio  di efficacia comparativa, il PROMISE, in cui i pazienti ambulatoriali sintomatici senza malattia coronarica sono stati comunque sottoposti a una angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA) o a un test da stress. Lo studio ha coinvolto 183 centri del Nord America. Dopo aver seguito 4.631 pazienti con CCTA per più di due anni, gli studiosi hanno sviluppato e validato internamente uno strumento che identifica i soggetti a basso rischio per un attacco di cuore, sulla base di un’analisi delle variabili pre-test. I ricercatori, attraverso il metodo web-based, hanno inserito un totale di 1.243  soggetti (26,8%) in una coorte definita a rischio minimo. In questa coorte 10 variabili cliniche risultavano correlate con normali risultati della CCTA ed eventi clinici, nonostante il dolore toracico: età più giovane (odds ratio, 1,50); genere femminile (OR, 2.59); appartenenza a gruppo etnico (OR, 1.29); nessuna storia di ipertensione (OR, 1.55), il diabete (OR, 1.48) o dislipidemia OR, 1.43); nessuna storia familiare di malattia  coronarica precoce (OR, 1.34); niente fumo (OR, 1,66); sintomi non correlati allo stress fisico o mentale (OR, 1.48); e più alte concentrazioni di colesterolo HDL (OR, 1.04). “Alla luce dei nostri risultati, nella pratica clinica attuale, il 25% dei pazienti che hanno un dolore toracico stabile e che vengono comunque rimandati ad un test non invasivo, avrà probabilmente delle arterie coronarie normali e non manifesterà eventi cardiaci nel lungo termine”, concludono gli autori.

Fonte: JAMA Cardiol 2017

Marilynn Larkin

(Versione italian Quotidiano Sanità/Popular Science)

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