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Come accelerare la creazione di un vaccino per l’Ebola

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Il WHO ha annunciato che sarà pronto a fornire un vaccino per l’Ebola a centinaia di migliaia di persone dell’Africa occidentale entro la metà del 2015, ma attualmente non esistono vaccini approvati per questa malattia. La ricerca ne aveva investigati alcuni prototipi in passato, ma gli studi erano in stallo in quanto la malattia è rara e colpisce principalmente le zone più povere, e quindi le aziende non erano motivate a completarli. Il WHO sta ora prendendo in considerazione due vaccini attualmente in fase di sperimentazione sull’uomo, ed altri cinque che non sono ancora pronti per questa fase: tipicamente, gli studi clinici su vaccini e farmaci sperimentali richiedono anni, ma le case farmaceutiche stanno tentando di capire come accelerare il processo. I vaccini in particolare devono rispondere a criteri molto elevati, in quanto sono destinati a persone sane, a differenza dei trattamenti sperimentali che sarebbero destinati a pazienti già a rischio di morire per la malattia. Ad esempio, alcuni effetti collaterali sarebbero tollerati in un farmaco, ma non in un vaccino. Alcune compagnie hanno proposto di applicare test di controllo qualità più rapidi, mentre altre stanno conducendo due diversi studi contemporaneamente. Al contempo, anche creare una quantità di vaccino sufficiente è una sfida: esso dovrebbe essere confezionato in strutture di biosicurezza di livello 2, ma alcune aziende stanno chiedendo alle agenzie di controllo se sia possibile essere più elastici con alcune regole: in caso contrario, esse potrebbero avere problemi a produrre quantità sufficienti degli altri vaccini che normalmente vendono, come quello per rosolia e morbillo. Le prime dosi di vaccino sono destinate alle persone ad alto rischio di contrarre l’infezione, fra cui operatori sanitari, tracciatori di contatti ed operatori funebri: subito dopo potrebbe seguire una campagna di vaccinazione su più vasta scala. (Science Insider online 2014, pubblicato il 23/10)

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