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Cloni: da uno studio sulla pecora Dolly e le sue figlie nuove rivelazioni sulla loro salute

A parlare è la diagnostica per immagini: i cloni degli animali realizzati fin ora sono sani. A sciogliere gli indugi dopo che l’artrite di Dolly, la prima pecora clonata, aveva sollevato vivaci dibattiti, sono le radiografia della stessa Dolly, di Bonnie, la prima dei suoi quattro figli, e quelle di Megan e Morag, le pecore clonate da cellule coltivate in laboratorio. Pubblicato sulla rivista Scientific Reports, lo studio si deve al gruppo dell’università britannica di Nottingham coordinato da Kevin Sinclair.

Cloni sani oppure no?
La buona notizia sullo stato di salute del più celebre dei cloni non modifica comunque il fatto che molti animali nati con tecniche analoghe si siano ammalati, rileva il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi. Il risultato di questa ricerca “è l’ennesima prova che in alcuni contesti la clonazione permette di avere animali sani, ma ciò non toglie – ha aggiunto – che bisogna pensare di raggiungere risultati migliori prima di poter applicare la tecnica in altri contesti”.

La notizia che Dolly soffriva di artrite alla zampa posteriore sinistra era stata data nel 2003, quando la pecora aveva cinque anni e mezzo, sollevando preoccupazioni e dubbi sulla salute degli animali clonati e sul loro possibile invecchiamento precoce. Tuttavia uno studio condotto nel 2016 su Debbie, Denise, Dianna e Daisy, cloni derivati dalla stessa linea di cellule che nel 1996 aveva dato origine a Dolly, aveva dimostrato che i coloni erano invecchiati in perfetta salute e solo in un caso c’era un segno di artrite moderata.

Poiché nessuna delle radiografie originali di Dolly era stata conservata, il gruppo di Sinclair ha deciso di fare le radiografie degli scheletri delle quattro pecore, conservati presso il Museo Nazionale della Scozia a Edimburgo. E’ emerso così che Dolly non aveva l’artrite e che lo stato delle sue articolazioni era simile a quello delle coetanee concepite naturalmente. Solo quando Dolly aveva sei anni e otto mesi una malattia polmonare irreversibile ha reso necessario sopprimerla per evitarle sofferenze.

Bonnie e Megan, più anziane, avevano segni di artrite a più articolazioni, ma le tracce dell’infiammazione non erano diverse da quelle che si osservano normalmente nelle pecore anziane. “Abbiamo scoperto che la salute delle articolazioni di Dolly era simile a quella osservata nelle pecore concepite naturalmente – ha rilevato Sandra Corr, prima autrice della ricerca – e possiamo concludere che i sospetti sull’esordio precoce dell’artrite in Dolly erano infondati”.

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