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Chi mangia cibi fermentati è meno ansioso

shutterstock_224706925Gli psicologi hanno sempre studiato la mente per aiutare le persone a vivere con dei problemi mentali. Tuttavia, un recente studio condotto dai ricercatori del William & Mary mostra che anche lo stomaco può svolgere un ruolo fondamentale, suggerendo che il vecchio adagio “sei quello che mangi” è più di un cliché. I Professori di psicologia Matthew Hilimire e Catherine Forestell del W&M hanno collaborato di recente con il Professore assistente Jordan DeVylder, della School of Social Work dell’Università del Maryland, per indagare una possibile connessione tra cibi fermentati, che contengono probiotici, e ansia sociale.

Ne è emerso che i giovani che mangiano più cibi di questo tipo hanno meno sintomi riconducibili all’ansia sociale e questo effetto si amplifica se si tratta di persone che hanno un rischio genetico di sviluppare un disturbo d’ansia sociale in base a quanto valutato dal nevroticismo. La rivista Psychiatry Research ha accettato lo studio ad aprile e la pubblicazione è prevista per agosto. “È probabile che i probiotici contenuti nei cibi fermentati modifichino in meglio l’ambiente intestinale e che questi cambiamenti, a loro volta, influenzino l’ansia sociale”, ha affermato Hilimire. “Credo sia assolutamente affascinante la capacità dei microrganismi presenti nell’intestino di influire sulla mente”.
I ricercatori hanno preparato un questionario, incluso in uno strumento atto a effettuare test di massa, che è stato sottoposto a circa 700 studenti dei corsi di introduzione alla psicologia erogati dall’università durante il semestre autunnale 2014. I partecipanti dovevano rispondere a domande sui cibi fermentati consumati nei precedenti 30 giorni, nonché sulla frequenza dell’attività fisica e sul consumo medio di frutta e verdura. In questo modo, i ricercatori potevano controllare le sane abitudini al di là dell’inclusione nella dieta di cibi fermentati, ha spiegato Hilimire.

“Il risultato principale è stato che gli individui che avevano consumato più cibi fermentati avevano poca ansia sociale; tuttavia, ciò era limitato ad un’interazione con il nevroticismo. Quindi, questo legame era più forte tra le persone con un alto tasso di nevroticismo”, ha continuato Hilimire. Inoltre, è stato riscontrato che più si praticava attività fisica e meno si era affetti da ansia sociale. Sebbene i ricercatori siano stati contenti che i risultati sostenessero chiaramente la loro ipotesi, lo studio è solo il primo di una serie in programma per continuare ad indagare la connessione mente-intestino. A esempio, è prevista un’altra analisi dei dati per capire se esiste una correlazione tra consumo di cibi fermentati e autismo, ha detto Hilimire. I ricercatori svilupperanno presto anche una versione sperimentale dello studio. Infatti, senza questa fase sperimentale, essi non possono creare un nesso causale tra il mangiare cibi fermentati e l’essere meno vittima di ansia sociale. “Tuttavia, se ci basiamo sui modelli animali e sul lavoro sperimentale umano che ci hanno preceduto in altri studi su ansia e depressione, sembra che esista un meccanismo causale”, ha concluso Hilimire.

“Presupponendo risultati simili nel follow-up sperimentale, ne emergerebbe la possibilità di affiancare le terapie più tradizionali (come farmaci, psicoterapia o combinazione di entrambi) a diete più ricche di cibi fermentati e all’esercizio fisico”. DeVylder ha osservato che le ricerche degli ultimi anni hanno sostenuto sempre di più uno stretto legame tra nutrizione e salute mentale. “Questo studio mostra che i giovani che tendono ad essere ansiosi riferiscono meno ansia sociale se consumano frequentemente cibi fermentati con probiotici. Questi risultati iniziali evidenziano la possibilità che l’ansia sociale venga alleviata attraverso interventi nutrizionali a basso rischio, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se l’aumento del consumo di probiotici può direttamente causare una riduzione dell’ansia sociale stessa”.

Fonte: Psichiatry Research

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