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Cellule cerebrali e navigazione ambientale

Orientamento

Un recente studio ha fatto luce sulle cellule cerebrali che stabiliscono la posizione e la direzione, il che contribuisce alla comprensione dei meccanismi neurali alla base della nostra capacità di muoverci con successo nel nostro ambiente, e potrebbe risultare cruciale nell’affrontare i danni cerebrali dovuti a traumi o ictus e la comparsa di malattie come il morbo di Alzheimer. Sapere quale direzione si sta prendendo, dove ci si trova, come muoversi e quale sia il proprio orientamento spaziale in un dato momento è fondamentale per la sopravvivenza.

Negli ultimi decenni è stato scoperto un certo numero di tipologie cellulari nel cervello che rispondono in relazione a dove ci si trova (le cosiddette cellule posizionali) e la percezione della direzione che si sta prendendo (le cosiddette cellule direzionali). Più di recente è stato scoperto un terzo tipo di cellule che si attiva in molteplici posizioni nell’ambiente. Monitorando la posizione di tutti questi “luoghi attivi”, si nota che essi formano uno schema ripetuto di forma esagonale, come una griglia: queste “cellule griglia” potrebbero essere responsabili del modo in cui teniamo traccia di dove ci troviamo in ogni momento ed in cui aggiorniamo questa percezione man mano che ci spostiamo nell’ambiente.

Esse potrebbero anche fornirci informazioni sulle distanze che abbiamo coperto e sul percorso che abbiamo compiuto. E’ stato scoperto che escludendo l’area cerebrale che contiene le cellule che sovrintendono alla posizione della testa, il segnale delle “cellule griglia” si interrompe, senza influenzare quello delle cellule posizionali che si trovano nell’ippocampo. Ciò dimostra che nonostante il fatto che il segnale delle “cellule griglia” riguardi i luoghi, l’informazione cellulare della direzione in cui è rivolta la testa è di importanza fondamentale per generare il segnale griglia. (Science online 2015, pubblicato il 5/2)

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