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Cartilagine nasale cura lesioni al ginocchio

Kniearthritis

Alterazioni della cartilagine articolare possono essere trattate con cellule prelevate dal setto nasale. Questo il risultato di un recente studio condotto dal gruppo di ricerca guidato da Ivan Martin, professore di ingegneria dei tessuti e dal Prof. Marcel Jakob, responsabile del dipartimento di traumatologia e biomedicina dell’Università di Basilea.

Le cellule della cartilagine nasale, i condrociti nasali, sono capaci di generare nuovo tessuto cartilagineo dopo espansione in vitro. La capacità di auto-rinnovamento dei condrociti nasali è attribuita alla mancata espressione di alcuni geni Homeobox (HOX). Questi geni giocano un ruolo importante nelle varie fasi di sviluppo durante l’embriogenesi.

Il tutto grazie ad una specie di impalcatura 3D
Lo studio clinico, attualmente in corso, è stato condotto su 25 pazienti di età inferiore ai 55 anni. Da pochi millimetri di tessuto prelevato dal setto nasale mediante microbiopsia, sono state isolate cellule cartilaginee, messe in coltura, amplificate e collocate su strutture (scaffold) con una architettura tale da favorirne l’organizzazione nel tessuto cartilagineo da ricostruire. Gli scaffold sono dei supporti biocompatibili che consentono di ospitare le cellule (homing) e orientarle secondo le caratteristiche del tessuto che andranno a ricomporre. Una sorta di impalcatura 3D. Poche settimane dopo la messa su scaffold delle cellule, ai pazienti è stata rimossa la cartilagine danneggiata del ginocchio e inserito il tessuto ottenuto mediante bioingegneria.

Un passo per volta
L’obiettivo primario dello studio clinico in corso presso l’Università di Basilea è per il momento confermare la sicurezza e la fattibilità della metodica. “I primi risultati sono incoraggianti – afferma il professor Ivan Martin – i nostri studi, assieme alla ricerca di base e a precedenti studi preclinici, sembrano indirizzare a nuove possibilità di cure, prospettando per i pazienti colpiti da danni alle cartilagini, una guarigione rapida, senza rischi di rigetto”. L’aspetto sorprendente è che la capacità di auto-rigenerazione dei condrociti nasali è conservata con l’età, quindi potenziali candidati potranno anche essere soggetti anziani con estesi danni cartilaginei.

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