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Carie: dagli Usa un programma per prevenirle

Dentifricio al fluoro e colluttorio. Secondo un esperimento condotto da esperti dell’Università di San Francisco e pubblicato sulla rivista Advances in Dental Research, sarebbero queste due le semplici armi per prevenire le carie in persone predisposte

Progetto CAMBRA
Chiamato CAries Management By Risk Assessment (CAMBRA – controllo delle carie mediante la misura del rischio individuale), il programma consiste nel capire chi è ad alto rischio di carie e immetterlo in un percorso stringente di prevenzione e igiene orale, un approccio per prevenire o trattare le carie quando sono appena apparse. Messo a punto nel 2003 dagli esperti della School of Dentistry dell’ateneo californiano, CAMBRA consiste innanzitutto nel misurare il rischio individuale di carie raccogliendo la storia medica e dentistica del paziente, sottoponendolo a una visita di controllo e valutando i fattori di rischio come la dieta (valutando il consumo di snack e zuccheri), la presenza di certi batteri nel cavo orale o una eventuale ridotta funzione salivare.

Una volta stabilito il rischio del paziente, CAMBRA ‘prescrive’ dei rimedi come l’uso regolare di un dentifricio al fluoro prescritto dal dentista, l’uso di un colluttorio con clorexidina (un antibatterico), applicazione di una vernice arricchita di fluoro per difendere lo smalto rendendolo più resistente alla penetrazione batterica, mentine allo xilitolo. Nell’esperimento sono stati coinvolti 20 dentisti privati e non, sparsi sul territorio di San Francisco e quasi 500 pazienti.

In primo luogo è stato valutato il loro rischio di carie, poi i pazienti sono stati divisi in due gruppi, quello di intervento e quello di controllo che doveva usare un normale dentifricio al fluoro disponibile al supermercato, un colluttorio senza antibatterico, mentine senza xilitolo e una vernice senza fluoro. Ebbene a 12-24 mesi il pericolo di carie dei pazienti inizialmente risultati ad alto rischio si è considerevolmente abbassato: alla fine del programma solo un quarto dei pazienti coinvolti è rimasto a alto rischio; nel gruppo di controllo oltre la metà dei pazienti è rimasta al rischio iniziale.

“I pazienti ad alto rischio di carie che usano i prodotti prescritti – spiega l’autore del lavoro, Peter Rechmann – nel tempo vedono diminuire considerevolmente il proprio rischio”. Ma anche il gruppo di controllo – seppur in minore misura – vede in parte ridursi il proprio rischio iniziale”, anche semplicemente usando normali prodotti da banco, sottolinea Rechmann.

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