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Cancro prostata: per diagnosi meglio MRI che biopsie sistematiche

(Reuters Health) – Una revisione Cochrane mette in evidenza come la risonanza magnetica (MRI) sia migliore delle biopsie sistematiche per diagnosticare il cancro alla prostata.

“I risultati di questa metanalisi cambieranno la pratica clinica”, dice Ivo Schoots dell’Erasmus University Medical Center Rotterdam, coautore della metanalisi. “Sulla base dei dati della revisione Cochrane, l’Associazione europea di urologia ha deciso di cambiare le sue raccomandazioni sul cancro alla prostata a marzo 2019”.

“Anche il comitato direttivo internazionale congiunto del PI-RADS sulla MRI della prostata supporta fortemente questa strategia”, continua Schoots,“Le linee guida del NICE britannico sul cancro alla prostata sono state recentemente modificate in favore di una strategia che prevede l’anticipazione della MRI nel check-up diagnostico”.

La revisione
Per la revisione, pubblicata dalla Cochrane Library ad aprile e online su European Urology il 17 luglio, i Schoots e colleghi hanno ricercato in letteratura studi su uno o più test confrontati con lo standard di riferimento (biopsia guidata) e poi valutandol tramite MRI e la biopsia sistematica.Complessivamente sono stati consoderati 43 studi.

Usando una prevalenza di cancro pari, al basale, al 30%, il team dello studio ha riscontrato che con la MRI (sulla base di otto studi sensibilità 0,72; specificità 0,96) potrebbero emergere 216 veri positivi, 28 falsi positivi, 672 veri negativi e 84 falsi negativi ogni 1.000 uomini.

Al contrario, la biopsia sistematica (sulla base di quattro studi sensibilità 0,63; specificità 1,00) potrebbe produrre 189 vero positivi, zero falsi positivi, 700 veri negativi e 111 falsi negativi ogni 1.000 uomini.

I confronti tra MRI e biopsia sistematica per il rilevamento di una patologia significativa hanno prodotto tassi di rilevamento aggregati di 1,05 (20 studi) in uomini naive alla biopsia e di 1,44 (10 studi) in soggetti con una precedente biopsia negativa.

“Raccomandare una MRI anticipata in tutti gli uomini in cui si sospetta un cancro alla prostata è giustificato”, conclude Schots “Tuttavia, la MRI non è inconfutabile e laddove esista un’elevata probabilità di un cancro alla prostata clinicamente significativo, le biopsie sistematiche dovrebbero rimanere un’opzione molto concreta anche in uomini con MRI negative”.

Marilynn Larkin
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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