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Cancro in età giovanile aumenta rischio mortalità da adulti

(Reuters Health) – Le persone che sopravvivono al cancro durante l’infanzia e la prima età adulta hanno maggiori probabilità di avere problemi di salute gravi e potenzialmente letali e morire prematuramente. È quanto emerge da uno studio della University of Chicago.

I ricercatori hanno seguito quasi 12.000 giovani sopravvissuti al cancro e circa 5.000 dei loro fratelli sani per circa due decenni, fino a quando molti di loro avevano 40 anni.

Sebbene tutti i sopravvissuti fossero liberi da tumore da almeno cinque anni all’inizio dello studio, avevano ancora una probabilità circa sei volte più alta di morire durante il follow-up rispetto ai loro fratelli.

“Prima del 1960, il cancro prima dei 21 anni era fatale, mentre attualmente circa l’83% di chiunque ha ricevuto una diagnosi di tumore prima di quell’età può essere curato”, diceTara Henderson, della University of Chicago Comprehensive Cancer Center. “Poiché i progressi nella terapia del cancro aumentano le probabilità di sopravvivenza e trasformano il tumore da una condanna a morte a una malattia cronica per molte persone, i medici devono concentrarsi maggiormente sugli effetti collaterali a lungo termine del trattamento”.

L’aumento delle probabilità di sopravvivenza significa anche che i giovani colpiti da tumore possono correre un elevato rischio di insorgenza di patologie legate ai trattamenti, come malattie cardiache e tumori ricorrenti o nuovi.

Secondo l’American Heart Association, la chemioterapia può indebolire il cuore, alcuni nuovi farmaci possono aumentare il rischio di insufficienza cardiaca e le radiazioni possono causare disturbi del ritmo cardiaco e danni strutturali nelle arterie e nelle valvole cardiache.

Le evidenze
A 45 anni, il 56% dei sopravvissuti a cancro infantile diagnosticato prima dei 15 anni aveva sviluppato gravi problemi di salute, rispetto al 39% dei sopravvissuti che avevano ricevuto la diagnosi nell’adolescenza o nella prima età adulta e al 12% dei fratelli senza alcuna storia di neoplasie.

Anche i tassi di mortalità erano più elevati per i sopravvissuti a cancro diagnosticato durante l’infanzia. Tuttavia, i sopravvissuti al cancro infantile hanno dimostrato di avere meno probabilità di morire di tumori ricorrenti rispetto a chi ha ricevuto la diagnosi più tardi.

“Abbiamo seguito le persone con diagnosi di cancro stilata tra il 1970 e il 1999 ed è possibile che i risultati a lungo termine sulla salute siano migliori per le persone diagnosticate più recentemente a causa dei cambiamenti nel trattamento, progettati per migliorare le loro probabilità di sopravvivenza e minimizzare il rischio di gravi patologie correlate al trattamento problemi”, ha osservato il team di studio su Lancet Oncology.

Un’altra limitazione del lavoro è che i ricercatori non disponevano di dati su tre tipi di tumori – tumori maligni delle gonadi, della tiroide e della pelle – che rappresentano quasi il 40% dei tumori diagnosticati tra i 15 e i 20 anni.

“Alcune complicazioni legate al cancro non diventano evidenti fino a diversi anni dopo il trattamento del tumore stesso – dice Paivi Lahteenmaki dell’Università di Turku in Finlandia e del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, autore dell’editoriale che ha accompagnato la pubblicazione dell’articolo – Con l’invecchiamento dei sopravvissuti ai tumori infantili, gli effetti della terapia possono essere aggravati dagli effetti dell’invecchiamento sulla funzione degli organi”,

Oltre ad adeguare gli approcci terapeutici per ridurre al minimo il potenziale per problemi di salute duraturi, i pazienti possono anche adottare uno stile di vita sano per aiutare a ridurre le probabilità che si sviluppino problemi medici gravi o potenzialmente letali, spiega Lähteenmäki. Tra le altre cose, questo include l’esercizio fisico, il mangiare bene, indossare la protezione solare, non fumare e mantenere un peso corporeo sano.

Fonte: Lancet Oncology
Lisa Rapaport
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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