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PPI aumentano rischio mortalità

I PPI, che vengono ampiamente prescritti per il controllo dell’acidità gastrica, potrebbero essere collegati ad un incremento del rischio di mortalità. Questi farmaci sono disponibili su prescrizione e da banco in molte nazioni, e sono in genere considerati sicuri, ma diversi studi li hanno collegati a vari tipi di rischio, fra cui quello di ictus e mortalità intraospedaliera.

I dati più recenti in materia giungono da uno studio condotto da Yan Xie del Veteran Affairs Saint Louis Health Care System su un database di più di 6 milioni di soggetti, ed ha portato a concludere che le evidenze a supporto dei numerosi effetti collaterali di questi farmaci sono schiaccianti, e potrebbe essere necessario istituire una farmacovigilanza e limitare l’uso dei PPI alle circostanze ed ai periodi in cui sono strettamente indicati.

Essi vengono spesso sovra-prescritti, raramente sospesi e spesso introdotti in modo inappropriato durante una degenza ospedaliera, ed il loro impiego viene esteso per lunghi periodi senza un’adeguata indicazione medica. Il presente studio è stato il primo a riscontrare un incremento del rischio di mortalità correlato ai PPI nella popolazione generale ma, comunque, un incremento del 25% su un rischio di base molto basso è limitato. Rimangono problematici i casi in cui essi vengono prescritti per un dolore addominale generico, ma in mancanza di efficacia il farmaco viene comunque mantenuto indefinitamente perché il medico dimentica di controllare se vi sia stato realmente un effetto terapeutico.

Il meccanismo alla base dell’associazione con la mortalità non è stato ben compreso, ma essa è probabilmente mediata dalla comparsa di uno o più effetti collaterali associati ai PPI, come nefropatie, demenza, ipomagnesemia, infezioni da C. difficile e fratture osteoporotiche.

Il presente studio era comunque di natura osservazionale e questo lascia spazio all’influenza di fattori interferenti residuali. Ad esempio è possibile che non siano proprio i PPI ad essere collegati alla mortalità, ma che essi siano collegati ad una patologia medica che è a sua volta correlata ad un incremento della mortalità. (BMJ Open online 2017, pubblicato il 3/7)

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