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Psoriasi: caratteristiche placche coronariche associate ad infiammazione aortica

L’infiammazione è di importanza critica nell’arteriosclerosi. La psoriasi, una malattia infiammatoria cronica associata ad eventi cardiovascolari precoci ed incremento dell’infiammazione vascolare aortica, fornisce un modello per studiare il processo della patogenesi precoce di queste lesioni.

La 18F-FDG PET/TC aiuta a quantificare l’infiammazione vascolare aortica e l’angio-TC coronarica fornisce una valutazione della coronaropatia mediante la stima del carico totale derivante dalle placche arteriosclerotiche e quella delle placche non calcificate, delle stenosi luminali e delle placche ad alto rischio.

Sinora l’associazione fra infiammazione vascolare aortica ed indici di coronaropatia non è stata mai valutata nel contesto di uno stato infiammatorio cronico. E’ stata quindi condotta un’indagine allo scopo di studiare questa correlazione nel contesto della psoriasi.

Su un campione di 215 pazienti con psoriasi, i soggetti con maggiore infiammazione vascolare aortica presentavano un carico di placche coronariche complessivo maggiore ed una maggiore prevalenza di stenosi luminale e placche ad alto rischio.

L’associazione fra infiammazione vascolare aortica e placche totali  si deve principalmente alle placche non calcificate, mentre quella fra infiammazione vascolare aortica e placche ad alto rischio si deve alle placche a bassa attenuazione.

Tutte le associazioni osservate sono risultate costanti anche tenendo conto dei fattori di rischio cardiovascolari, ma non è stata riscontrata alcuna associazione fra infiammazione vascolare aortica e carico di placche calcificate.

L’infiammazione vascolare aortica risulta dunque associata ad una vasta gamma di indici di coronaropatia nei pazienti con psoriasi, il che suggerisce che questo parametro possa costituire un surrogato per le coronaropatie in fase precoce. I futuri studi prospettici di ampio respiro dovranno esaminare queste associazioni longitudinalmente ed esaminare gli effetti del trattamento su questi esiti. (JAMA Cardiol. 2018; 3: 949-56)

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