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Steroidi orali: gravi rischi anche a breve termine

I milioni di pazienti a cui si prescrivono corticosteroidi orali a breve termine vanno incontro nell’arco di 30 giorni al raddoppio del rischio di fratture, alla triplicazione del rischio di tromboembolia venosa ed alla quintuplicazione del rischio di sepsi. Secondo il prof. Akbar Waijee dell’università del Michigan, autore di uno studio su più di 300.000 pazienti, è necessario prestare una maggiore attenzione alla prescrizione di questi farmaci e monitorare la comparsa di effetti collaterali, il che potrebbe potenzialmente migliorare la sicurezza del paziente.

Per quanto i corticosteroidi siano fra le più comuni cause di ricoveri ospedalieri per effetti collaterali farmacologici e varie specialità si siano a lungo concentrate sull’ottimizzazione del loro impiego a lungo termine, i rischi a breve termine associati a questi farmaci non sono stati studiati con altrettanta attenzione.

E’ stato osservato che coloro che prescrivono più spesso corticosteroidi non sono i reumatologi o altri specialisti nel trattamento di patologie infiammatorie a lungo termine, e nel miglioramento dell’uso di questi farmaci un sostanziale problema sarebbe la gestione del loro impiego in patologie e specialità differenti nel breve periodo.

Ciò evidenzia la necessità di un’educazione generica dei medici stessi sui potenziali rischi dei corticosteroidi e sulla base di evidenze che sostiene il loro impiego, dato che esso potrebbe non essere specifico per una singola patologia o specialità. Sulla base della presente analisi, i ricercatori raccomandano di prescrivere di volta in volta la minor dose di corticosteroidi possibile per la patologia in corso, e se sussistono alternative di farne uso in ogni caso possibile, dato che gli steroidi hanno una rapidità d’azione maggiore ma non sono scevri da rischi come si potrebbe pensare. (BMJ. 2017; 357: j1415)

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