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By-pass gastrico: i benefici persistono fino a 12 anni dopo l’intervento

(Reuters Health) – Perdita di peso a lungo termine, riduzione del rischio di diabete, di ipertensione arteriosa e dei livelli di colesterolo ‘cattivo’: tutti i benefici del by-pass gastrico, l’intervento chirurgico per perdere peso, si manterrebbero fino a 12 anni dopo l’operazione. A dimostrarlo è stato il più lungo follow-up mai eseguito finora su pazienti operati con questa procedura. Lo studio, coordinato da Ted Adams, dell’Intermountain Healthcare di Salt Lake City, nello Utah (USA), è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio
I ricercatori americani hanno confrontato i dati di 387 pazienti che si sottoponevano all’intervento di riduzione del peso di tipo by-pass gastrico Roux-en-Y, rispetto a 378 volontari che non sceglievano questa operazione, presumibilmente perché non coperta dalle loro assicurazioni, e 303 adulti con obesità grave. Il peso medio iniziale dei partecipanti era di 134 kg e chi non si sottoponeva ad intervento perdeva in media solo 2,9 kg. La perdita di peso tra i pazienti sottoposti a bypass gastrico variava molto da persona a persona, cionostante è stato osservato che il 93% di questi pazienti aveva mantenuto almeno una perdita del 10% di peso rispetto al peso pre-operatorio dopo 12 anni; il 70% aveva mantenuto una perdita del 20% e il 40% aveva mantenuto una perdita del 30%. Solo l’1% avrebbe riacquistato il peso perso dopo l’operazione.

Le complicanze
Mentre il 26% dei pazienti nei gruppi di controllo, a 12 anni dal primo rilevamento dei dati, aveva il diabete di tipo 2, il tasso era solo del 3% tra le persone che si erano sottoposte a intervento. La remissione dal diabete era più probabile quando il diabetico non assumeva insulina, probabilmente perché queste persone avevano ancora abbastanza cellule sane a livello del pancreas in grado di produrre questo ormone. Inoltre, tra chi veniva operato di by-pass gastrico miglioravano anche i livelli di colesterolo cattivo e si riduceva la pressione sanguigna in modo significativamente maggiore rispetto ai gruppi di controllo. Un dato negativo, però, è arrivato dall’aumento del numero dei suicidi. Dai dati raccolti è infatti emerso che cinque persone, contro nessuna dei gruppi di controllo, si sarebbero tolte la vita, anche se le cause sono sconosciute. “È un dato preoccupante e alcuni gruppi di ricerca stanno cercando i motivi di questa tendenza”, ha dichiarato Adams. Per esempio, l’intervento potrebbe influenzare il metabolismo di alcool e farmaci per la salute mentale. Questo significa che ci sarebbe bisogno di “un team completo di specialisti in grado di cogliere eventuali segnali di avvertimento”, come sottolineato da Jamy Ard, del Weight Management Center al Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, in North Carolina. Secondo Jaime Ponce, direttore medico di chirurgia bariatrica al CHI Memorial Hospital di Chattanooga, in Tennessee, “abbiamo uno strumento efficace per il trattamento di pazienti obesi gravi con problemi medici associati”. Un vantaggio anche dal punto di vista economico, “visto che le persone con diabete costano in genere al sistema sanitario settemila dollari l’anno”, come spiegato da Ard. Eppure “meno dell’1% dei candidati ammissibili si sottopone all’intervento”, ha concluso Ponce.

Fonte: New England Journal of Medicine
di Geme Emery

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

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