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“Buoni o cattivi?”: il ruolo dei neutrofili nella progressione del cancro

harmful neutrophil credit: Hebrew University of Jerusalem

harmful neutrophil
credit: Hebrew University of Jerusalem

Una recente ricerca realizzata presso l’Università Ebraica di Gerusalemme ha evidenziato il coinvolgimento di alcuni sottotipi di neutrofili nella patogenesi del cancro.

I neutrofili – la popolazione cellulare numericamente più rappresentativa dei globuli bianchi – non solo non sono tutti uguali, ma addirittura pare che giochino ruoli antitetici nello sviluppo e nella progressione del cancro.

Esisterebbero infatti due sottotipi di neutrofili: quelli “buoni” che prevalgono nelle prime fasi del cancro limitandone la progressione, e quelli “cattivi” che ne promuovono l’accrescimento, il cui numero aumenta in un momento successivo della cancerogenesi.

Da tempo era noto che il ruolo dei neutrofili non fosse unicamente legato ai processi infiammatori e infettivi, e gli ultimi studi sembrerebbero confermare questa ipotesi.

La ricerca realizzata dal team del dottor Granot ha identificato un sottoinsieme di neutrofili a bassa densità (LDN) che appare transitoriamente nelle prime fasi dell’infiammazione e che si accumula progressivamente nella sede del cancro e in quella limitrofa. Questi LDN mostrano alterate proprietà immunosoppressive, in netto contrasto con le caratteristiche dei neutrofili “maturi” ad alta densità (HDN).
Gli LDN sono a loro volta costituiti da due sottogruppi di neutrofili, morfologicamente distinti.

Per la prima volta è stato dimostrato che i neutrofili ad alta densità sono in grado di switchare a neutrofili a bassa densità attraverso l’attivazione di meccanismi ancora non ben conosciuti. La “trasformazione” da HDN a LDN pare essere associata ad una perdita di attività antitumorale: questo spiegherebbe il diverso coinvolgimento dei neutrofili nella progressione del cancro a seconda del fenotipo circolante (HDN o LDN).

Afferma il dottor Granot, autore della ricerca: “La distinzione tra neutrofili buoni e cattivi apre nuove opportunità diagnostiche e terapeutiche. Nel prossimo futuro la ricerca oncologica si potrà concentrare sulla possibilità di incrementare la sotto-popolazione di neutrofili con proprietà antitumorali e/o di contrastare quella che ne favorisce la progressione.”

 

fonte: Cell report “Phenotypic Diversity and Plasticity in Circulating Neutrophil Subpopulations in Cancer”

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