Home » Medicina » Ballare senza “pestoni”? È possibile grazie a un’area del cervello

Ballare senza “pestoni”? È possibile grazie a un’area del cervello

shutterstock_102927401Per eseguire un perfetto ballo di coppia, evitando gli odiosi “pestoni”, servono ritmo e sincronia, di cui è responsabile una specifica area del cervello che coordina il movimento tra gli esseri umani. In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza e della Fondazione Santa Lucia di Roma ha identificato questa regione cerebrale.

Si tratta di un’area localizzata nel solco intra-parietale anteriore sinistro del cervello, dove avviene la coordinazione tra le azioni del partner e i nostri movimenti. Per individuarla, i ricercatori hanno chiesto a dei volontari di coordinarsi con un compagno virtuale per afferrare, in modo più sincronico possibile, un’oggetto a forma di bottiglia. I partecipanti potevano scegliere se imitare il movimento del compagno o eseguirne uno complementare. Nel corso dello studio, gli esperti hanno inibito la capacità di reazione di determinate aree del cervello servendosi di una tecnica di stimolazione non invasiva (la cosiddetta stimolazione magnetica transcranica).

Dalla ricerca è emerso che l’inibizione del solco intra-parietale anteriore provoca una notevole riduzione della capacità di coordinamento con un compagno nell’esecuzione di azioni complementari. Al contrario, non si riduce la capacità di imitazione dei movimenti del partner virtuale: ciò implica che l’interazione complementare necessita di risorse cognitive e neurali altre dall’imitazione. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di analizzare in maniera più approfondita i meccanismi alla base delle interazioni motorie. Il Dr. Matteo Candidi afferma che, in futuro, tali meccanismi potrebbero essere utili per “fare luce su processi di interazione umana più complessi come quelli mediati dalla comunicazione verbale e per comprendere condizioni psicologiche e psichiatriche caratterizzate da difficoltà nella sfera sociale ed affettiva”.

Add To TwiiterRetweet This Post item information on FacebookShare This Add LinkedinLinkedin Digg ThisDigg This Add To Del.icio.usBookmark This

About The Author

Lascia un commento

*