Artrite reumatoide, arriva in Europa un nuovo farmaco

La Commissione europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per filgotinib (200 mg e 100 mg compresse). Il farmaco viene somministrato per via orale una volta al giorno e agisce inibendo selettivamente la Janus chinasi di tipo 1 (JAK1) in pazienti affetti da artrite reumatoide da moderata a severa, che hanno avuto una risposta inadeguata o che sono intolleranti ad uno o più farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARDs, disease-modyfing-antirheumatic-drugs). Filgotinib può essere utilizzato in monoterapia o in combinazione con metotrexato.

In Europa di artrite reumatoide soffrono quasi 3 milioni di persone, molte delle quali non riescono ad ottenere il controllo dei sintomi a lungo termine, il che può provocare riacutizzazioni (“flare”) dei sintomi più frequenti e progressione della malattia, e pesare notevolmente sulla qualità di vita.

“Nonostante la disponibilità di terapie, sono ancora necessarie nuove opzioni di trattamento per contribuire alla gestione ottimale dell’impatto dell’artrite reumatoide sulla vita quotidiana dei pazienti – dice Peter C. Taylor, Professore di Scienze muscoloscheletriche presso l’Università di Oxford – Filgotinib ha dimostrato di produrre un consistente controllo dei sintomi e di favorire la prevenzione della progressione della malattia, a fronte di un profilo di sicurezza consistente per tutta la durata del programma di sviluppo clinico. Questa Autorizzazione all’Immissione in Commercio fornisce una nuova e valida opzione terapeutica agli europei che convivono con questa malattia complessa e debilitante”.

La decisione della Commissione Europea si basa sui dati relativi a oltre 3.500 pazienti trattati con filgotinib nel corso dei programmi di fase 3 FINCH e di fase 2 DARWIN. Negli studi FINCH, filgotinib ha costantemente soddisfatto i criteri ACR20/50/70, con miglioramenti in tutti i singoli componenti ACR rispetto al placebo o a metotrexato7.

Una percentuale significativamente più alta di pazienti trattati con filgotinib 200 mg più metotrexato o altri farmaci antireumatici convenzionali sintetici modificanti la malattia ha ottenuto una bassa attività di malattia e/o una remissione clinica (DAS28-CRP≤3,2 e DAS28-CRP <2,6) alle settimane 12 e 24 rispetto al placebo o a metotrexato.

Nei pazienti che hanno avuto una risposta inadeguata a metotrexato, il trattamento con filgotinib più metotrexato ha prodotto un’inibizione statisticamente significativa della progressione del danno articolare strutturale rispetto al placebo più metotrexato, come valutato utilizzando il punteggio totale Sharp modificato (mTSS, modified Total Sharp Score) alla settimana 24.

Nello studio di estensione a lungo termine di fase 2 DARWIN 3, condotto in aperto, i pazienti che hanno ricevuto filgotinib 200 mg in monoterapia o con metotrexato hanno mantenuto risposte ACR20/50/70 durevoli fino a tre anni.

Negli studi FINCH e DARWIN le reazioni avverse più comuni sono state nausea, infezioni del tratto respiratorio superiore, infezioni del tratto urinario e capogiri.

I tassi di herpes zoster e polmonite sono stati non comuni. La frequenza di infezioni gravi nel braccio filgotinib 200 mg è stata dell’1,0%, rispetto allo 0,6% nel braccio placebo.

In un’analisi di sicurezza integrata effettuata in sette studi clinici, i tassi di eventi avversi cardiaci maggiori (MACE, major adverse cardiac events) e di tromboembolia venosa (TEV) con filgotinib sono stati paragonabili al placebo. I tassi di infezioni gravi sono rimasti stabili con l’esposizione a lungo termine.

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