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Arriva in Italia Netflix, la più grande internet tv. Obiettivo: conquistare una famiglia su tre

TVIl futuro dell’entertainment domestico sarà sul web. E questo futuro è già cominciato.Ieri a Milano è stata presentata alla stampa italiana Netflix. La più grande rete di internet tv al mondo ,dunque, è approdata in Italia, con 69 milioni di abbonati in oltre 50 Paesi.Reed Hastings, co-fondatore e CEO di Netflix, ha un obiettivo preciso per quanto riguarda il nostro Paese:raggiungere una famiglia su tre.  “Nel primo anno ci dobbiamo concentrare sulla felicità e non sulle dimensioni, ma alla lunga vogliamo avere molto successo anche in Italia. Il nostro target e’ di raggiungere una famiglia su tre. In America per farlo ci abbiamo messo 7 anni, dal 2007 al 2014 e ci stiamo riuscendo anche in altri Paesi europei dove siamo arrivati prima che in Italia”.

La più grande rivoluzione dopo il colore

Aggiunge Hastings: “L’avvento della tv via internet è la più grande rivoluzione dai tempi dell’introduzione del colore. Possiamo vedere su qualsiasi schermo e in qualsiasi momento quello che vogliamo”. In futuro ogni rete metterà a disposizione delle app. Questo passaggio epocale non riguarderà solo la fruizione in streaming, ma investirà anche i contenuti perché senza la tv lineare non avrà più senso creare serie con puntate da un’ora ciascuna e zeppe di rimandi interni, non più necessari visto che su Netflix non vengono proposte una puntata alla volta ma a stagioni intere. Anche a livello di film la novità è quella della release mondiale globale, in tutte le lingue dei Paesi dove è attivo il servizio, come è accaduto lo scorso weekend per ‘Beasts of No Nation’, il film presentato a Venezia, scritto e diretto da Cary Fukunaga, e prodotto dalla stessa Netflix. Qualcosa di simile è successo anche per ‘Suburra’, il film di Stefano Sollima, che è stato proposto sulla piattaforma Netlix in America, America Latina e Canada”.

Un’opportunità anche per il cinema italiano

“Il cinema italiano può essere contento, per un film italiano avere un pubblico potenziale di 50 milioni di abbonati è fantastico” commenta Pierfrancesco Favino, interprete del film ‘Suburra’. Favino sarà tra i protagonisti anche dell’omonima serie realizzata da Cattleya e prodotta proprio da Netflix in Italia, in onda nel 2017. Favino per Netflix ha già lavorato nella serie storica ‘Marco Polo’ che ha debuttato il 12 dicembre 2014 e che da oggi è disponibile anche in Italia insieme ad altri prodotti originali come “Narcos”, che racconta la storia dei signori della droga degli anni 80, la fantascientifica “Sense8” di Lana e Andy Wachowski con Daryl Hannah, e “Orange is the new black” Dal 20 novembre arriverà in Italia anche “Marvel – Jessica Jones”, seconda di quattro serie dedicate agli eroi Marvel.  L’obiettivo di Netflix è produrre sempre più serie originali: “Ne abbiamo 21 in produzione pronte per la release – annuncia Ted Sarandos, chief content officer – mentre nel 2016 ne produrremo 30 e altre 30 circa per bambini”. Oltre alle serie, gli abbonati potranno vedere film prodotti da Netflix come ‘Crouching Tiger, Hidden Dragon The green legend’ di Adam Sandler, il thriller di guerra ‘Jadotville’ con Jaime Dornan, ‘War machine’ di Brad Pitt; film hollywoodiani come ‘Molto incinta’, Transformers’, Mission impossible III e italiani come ‘Amiche da morire’ e ‘Reality’.

Come “vedere” Netflix

La funzione è in streaming e quindi bisogna avere un televisore o un device (tv-box, tablet, computer, smartphone, console video game, Apple Tv o Chromecast) connessi a Internet. La tariffa di abbonamento iniziale è di 7,99 euro al mese.

Rischio omologazione dell’offerta culturale?

Il colosso digitale americano “colonizzerà” l’Europa e il nostro Paese,con il rischio di perdere la nostra specificità culturale? È uno dei temi in discussione al Festival Eurovisioni, in corso a Roma presso il Palazzetto del Burcardo. “In realtà rapporto all’eccezione culturale probabilmente non ci sarà un grande cambiamento. Per il 90% la piattaforma Netflix offrirà contenuti americani, il resto saranno contenuti locali”,spiega Giacomo Mazzone, segretario generale di Eurovisioni, che ha presentato uno studio proprio su Netflix. “Il lancio di nuove serie tv locali – continua Mazzone – è lo strumento usato da Netflix al posto delle normali campagne pubblicitarie per promuovere l’avvio del servizio in uno specifico Paese: è stato così in Francia con Marseille, in Colombia con Narcos, e anche in Italia con la serie poliziesca Suburra, ma poi la spinta produttiva si interrompe, perché questa realtà è uno strumento in primo luogo di distribuzione. Basti pensare che i dipendenti dell’azienda sono quasi tutti informatici”.

Netflix e l’Europa

Dalla ricerca emerge che le performance di Netflix in Europa nel 2014 hanno avuto uno slancio iniziale ma poi si sono attestate su percentuali più o meno stabili: in Belgio il 5% della popolazione di lingua fiamminga e la stessa percentuale anche in Olanda, dove il 47% conosce sia il brand che il servizio. Più alto il numero di utenti in Danimarca: qui nel 2014, a un anno dal lancio, a guardare i programmi della piattaforma e’ stato il 19% del telespettatori.    Va aggiunto comunque che Netflix in alcuni Paesi ha rappresentato uno stimolo per lo sviluppo di nuove produzioni. È accaduto per esempio in Inghilterra, dove la BBC per contrastare il competitor digitale ha ripensato e ampliato la propria offerta per i giovani. “Una scelta che si e’ rivelata vincente”, puntualizza Mazzone, “perche’ il pubblico ha premiato la BBC, privilegiando contenuti gratuiti a quelli a pagamento”. Sul seguito che la piattaforma avrà in Italia è ancora prematuro pronunciarsi: “Il problema è sempre la capacità di fidelizzazione del cliente. Le serie tv sono utilissime a questo scopo. Ma bisogna vedere cosa accadrà dopo il primo mese di fruizione gratuita”.

 La risposta di Google: YouTube Red a dieci dollari al mese

Nelle ore in cui Netflix sbarca in Italia seguendo una tabella di marcia di espansione in Europa, Google cala l’asso di un servizio a pagamento per vedere video, film, show tv, musica in streaming come Spotify. Senza la pubblicità. Si chiama YouTube Red, costa poco meno di dieci dollari al mese e al momento sarà attivo solo negli Stati Uniti a partire dal 28 ottobre. Il primo mese sarà in prova. “È una grande, grande evoluzione”, dice Robert Kyncl, chief officer business di YouTube, la piattaforma nata dieci anni fa che conta oltre un miliardo di utenti. “Le persone hanno iniziato a iscriversi ai servizi in abbonamento a pagamento su Internet ad un ritmo incredibile”. E Kyncl allude a opzioni per ottenere contenuti in streaming come Hulu e Netflix per i film e le serie tv, Spotify e Apple Music per la musica.     Al di laà dell’assenza di pubblicità la novità più importante di YouTube Red è la disponibilità di nuovi programmi e contenuti video in esclusiva per gli abbonati, proprio come una tv a pagamento. E la popolare piattaforma video ha già pubblicato una lista dei contenuti sviluppati ‘ad hoc’ tra cui Scare PewDiePie, una specie di reality con protagonista il popolare gamer PewDiePie.  YouTube Red, che prende il nome dal colore rosso presente nel popolare logo della piattaforma, era nell’aria da tempo. In pratica è l’evoluzione di altri servizi già lanciati dal colosso di Mountain View, come Google Play Music e YouTube Music Key, che ora entrano nell’universo ‘Red’.   

 

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