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Anziani e diabete tipo 2: pubblicato position paper ad hoc

Controllare la glicemia con glucometri con i numeri grandi o con messaggi vocali; fare attività aerobica alternata a esercizi di resistenza e di stretching e seguire la dieta mediterranea. Queste sono alcune delle raccomandazioni proposte in un position paper della Società Italiana di Diabetologia (SID) e della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), appena pubblicato, dedicato agli anziani con diabete.

La prevalenza del diabete tipo 2, ricordano gli esperti, aumenta con l’aumentare dell’età, e una persona su 5 oltre i 75 anni è affetta da questa condizione. I farmaci, afferma uno dei punti del ‘decalogo’, vanno somministrati tenendo sempre presente il grado di funzionalità renale, e anche gli obiettivi glicemici devono essere meno stringenti. Infatti, se un diabete mal controllato aumenta del 48% il rischio di demenza, l’ipoglicemia può provocare cadute, fratture, aumenta il deficit cognitivo, il rischio cardiovascolare e quello di essere ricoverati.

“Oggi l’aspettativa di vita di un 65enne con il diabete è di oltre 15 anni – sottolinea Giulio Sesti, presidente Sid – un lasso di tempo sufficiente affinché un inadeguato trattamento del diabete possa tradursi in un peggioramento della prognosi in termini di morbilità e qualità della vita. Questo documento offre utili indicazioni a gestire la patologia con un approccio terapeutico pro-attivo e non improntato alla rassegnazione”. Il documento è disponibile per tutti sui siti delle società scientifiche.

“Il testo è particolarmente articolato – sottolinea Nicola Ferrara, Presidente Sigg – partendo dall’epidemiologia e dalla definizione di ‘anziano fragile’ ci si sofferma su aspetti assolutamente centrali nel trattamento del diabete come la valutazione nutrizionale, la composizione corporea, l’intervento nutrizionale, l’attività fisica e il trattamento farmacologico”.

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