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Antibiotico-resistenza: l’Italia è ai primi posti in Europa

AntibioticiSembra che i medici italiani siano sordi ai numerosi appelli e campagne di comunicazione del Ministero della Salute; in Italia si prescrivono troppi antibiotici con un conseguente sviluppo di resistenza. Oltre il 50% dei pazienti ricoverati in ospedale viene sottoposto a terapia antibiotica e l’eccessivo uso, spesso non corretto, di questi farmaci ha portato a un incremento rilevante delle resistenze batteriche. A denunciarlo è Claudio Viscoli, Presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva. “L’Italia è ai primi posti in Europa per antibiotico-resistenza – aggiunge Gian Maria Rossolini, dell’Ospedale Careggi di Firenze – Recentemente, infatti, si sono evoluti ceppi capaci di resistere alla maggior parte degli antibiotici disponibili”.

Per Rossolini “sembra quasi di tornare indietro di oltre mezzo secolo, quando non esistevano farmaci per trattare le infezioni causa di morte. La resistenza agli antibiotici rende i batteri insensibili a questi farmaci e, nello stesso tempo, riduce le possibilità di trattamenti efficaci. Questo fenomeno tende ad essere molto rilevante tra i batteri responsabili delle infezioni ospedaliere e rende più complicato il trattamento di queste infezioni, allungando tempi di degenza, quindi costi per il Servizio sanitario, oltre ad aumentare i rischi per il paziente”.

Infatti, la mortalità nelle infezioni sostenute da batteri multiresistenti è elevata, si aggira intorno al 40-50%. E’ necessario pertanto, secondo gli esperti, mettere in atto misure volte a razionalizzare l’uso degli antibiotici, a migliorare le norme di igiene sanitaria e, prima di tutto, individuare le strategie terapeutiche adeguate. “Da fine marzo, sarà disponibile negli ospedali italiani la fosfomicina, antibiotico ad ampio spettro d’azione estremamente utile nella terapia delle Klebsielle multiresistenti – afferma Ercole Concia, dell’Ospedale di Verona – Il farmaco, che andrà utilizzato in associazione con altri antibiotici, presenta un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità, può essere somministrato sia agli adulti che ai bambini, neonati inclusi”.

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