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Antibiotici: ritorno al passato. Cresce resistenza e più efficaci quelli ‘datati’

AntibioticiPer effetto di un uso sconsiderato degli antibiotici, i batteri che circolano in Italia sono ormai resistenti a quelli più recenti, tanto che in molti casi conviene utilizzare quelli vecchi di 40 o 50 anni. Questo è ciò che si evince dai risultati preliminari del progetto ‘Ocra’, presentati in occasione dell’incontro alla Camera ‘Resistenza agli antibiotici, quali soluzioni?’.

Il progetto, frutto della collaborazione tra Università di Milano e sezione campana della Società di Medicina Generale, ha coinvolto 700 medici in cinque provincie, di cui è stato monitorato l’utilizzo per questo tipo di farmaci. “In un anno abbiamo raccolto oltre 170mila prescrizioni inappropriate”, ha spiegato Roberto Mattina dell’Università di Milano, uno dei coordinatori. “Abbiamo poi un dato interessante su 15mila urinocolture, che mostra nelle cistiti una resistenza agli antibiotici più recenti nel 40% dei casi. Nonostante ciò si continuano a prescrivere i farmaci recenti, quando antibiotici datatati potrebbero essere usati con più efficacia ‘preservando’ gli altri per infezioni più gravi”.

I dati, ha spiegato Enrico Magliano dell’Università degli Studi di di Milano, confermano quelli di uno studio su 150mila urinocolture raccolte nel milanese, secondo cui antibiotici come il bactrim o il furadantin, che si usavano negli anni ’80, sono più efficaci di fosfomicina e ciproxin, più moderni, proprio a causa della resistenza. Oltre al monitoraggio il progetto farà anche formazione a medici e farmacisti, oltre a iniziative nelle scuole che potrebbero sfociare anche in uno spettacolo teatrale

“Il messaggio è ‘non abusiamo degli antibiotici’ – ha concluso Daniela Sbrollini, deputata Pd, che presenterà una interrogazione al ministero della Salute per estendere il monitoraggio in tutta Italia – Se non indirizziamo le poche risorse per ricerca e sanità nei territori non possiamo fare buona informazione”.

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