Ai poli niente ritmo circadiano

Il ritmo circadiano regola l’organismo in relazione al cambiamento tra il giorno e la notte ma ai poli, dove la notte può durare fino a 6 mesi, si attiva il comportamento “aritmico”. A dirlo è uno studio dell’Università di Wuerzburg condotto da Pamela Menegazzi, del Dipartimento di neurobiologia e genetica dell’ateneo tedesco e con un passato di studi in biologia all’Università di Padova.

La ricerca è stata condotta su moscerini della frutta, che hanno gli stessi principi molecolari dell’uomo ma con una struttura cerebrale particolarmente semplice, e la mosca dell’aceto. I moscerini, mentre nelle latitudini temperate riuscivano a seguire un ritmo circadiano ordinato, nell’Artico arrivavano ad assumere una aritmia che gli permetteva di sopravvivere ai lunghi periodi di buio e di luce. “L’orologio circadiano, con una periodicità di circa 24 ore, consente agli animali di adattarsi ai cicli diurni e notturni. Tuttavia, a volte può rappresentare uno svantaggio quando gli animali cercano si adattarsi ad ambienti debolmente ritmici come le regioni polari”, spiega Menegazzi.

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