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Acufene: efficace la terapia cognitivo-comportamentale basata su Internet

(Reuters Heath)– La terapia cognitivo-comportamentale basata su Internet (iCbt) è efficace almeno quanto le cure cliniche faccia a faccia standard per ridurre l’angoscia dovuta all’acufene. È quanto emerge da un lavoro britannico i cui dati sono stati pubblicati da Jama Otolaryngology-Head & Neck Surgery.

Lo studio
Gli autori dello studio, guidati da Eldre Beukes della Anglia Ruskin University di Cambridge, hanno confrontato un intervento iCbt per l’acufene, adattato da un modello svedese, alle cure standard. Novantadue pazienti sono stati randomizzati, 88 di loro hanno avuto una valutazione post-intervento completa e 74 hanno completato le valutazioni di follow-up.
Il programma iCbt di otto settimane comprendeva 16 moduli di e-learning consigliati, cinque moduli opzionali e almeno 10 minuti di assistenza asincrona da parte di un audiologo. L’assistenza standard consisteva in un appuntamento di un’ora e follow-up più brevi in cui i pazienti ricevevano informazioni su come gestire l’acufene.
Il gruppo in terapia abituale aveva in media 2,28 appuntamenti con un massimo di cinque e la durata media del trattamento era di 137 minuti. Il tempo di contatto con il medico nel gruppo iCbt era di 64 minuti per partecipante.

I risultati
La differenza tra i gruppi – valutata con la scala Tinnitus Functional Index – è stata di 5,18 immediatamente dopo l’intervento (T1) e 5,52 al follow-up a due mesi (T2), entrambi a favore della terapia cognitivo comportamentale basata su Internet.
Al T1, il 57% dei pazienti con iCtb ha fatto registrare un miglioramento clinicamente significativo, rispetto al 41% del gruppo in terapia standard. A T2 rispettivamente il 54% e il 46% ha mostrato un miglioramento clinicamente significativo.
L’angoscia è diminuita di più ogni settimana con l’iCbt rispetto all’assistenza clinica standard e tra le 4 e le 8 settimane dall’intervento l’angoscia era significativamente più bassa con l’iCbt.
Le differenze tra i gruppi al T1 erano all’interno del margine di non inferiorità per ansia, depressione, disabilità uditiva, iperacusia e soddisfazione della vita.

I commenti
“Questo intervento dà forza ai pazienti e li aiuta ad assumersi la responsabilità della propria salute e migliorare le cose – sottolinea Beukes – È in linea con il modo in cui l’assistenza sanitaria sta cambiando, e riduce anche le risorse necessarie. Il prossimo passo sarà quello di trovare un modello che possa essere integrato nell’assistenza sanitaria”.

Fonte: JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2018

Anne Harding

(Versione italiana Quotidiano sanità/Popular Science)

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