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Acne: il 90% dei ragazzi ne soffre ma attenzione al fai da te

acneQuasi nove adolescenti su 10 ne sono colpiti (4 milioni in Italia) e il 70% di essi non va dal dermatologo ma si cura ricorrendo al ”fai da te”, al passaparola e all’ormai tanto adorato e venerato web. Ma le informazioni che si trovano, spesso non sono verificate ed il rischio è solo quello di fare più danni di quanti non ne faccia l’acne da sola. Il pericolo è quello di aggravare la patologia fino ad avere esiti cicatriziali che poi è difficile se non impossibile risolvere. Non solo, il frequente ricorso a una terapia antibiotica, soprattutto sotto forma di pomata e per tempi prolungati, secondo Antonino Di Pietro, Direttore scientifico dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, produce resistenze.

“I dati sull’antibiotico resistenza – precisa – sono preoccupanti: +40% in vent’anni e molti degli antibiotici incriminati sono proprio quelli utilizzati (male) per il trattamento dell’acne. L’antibiotico orale – dice ancora Di Pietro – è presente nelle linee guida come prima scelta solo per il trattamento delle forme più severe di acne e sempre sotto il controllo medico”, conclude. “Spesso però – interviene Aurora Parodi, docente di Dermatologia all’Università di Genova – la pomata antibiotica che troviamo in casa nell’armadietto dei medicinali, ha anche una componente di cortisone. E il cortisone è un farmaco che contribuisce alla formazione dell’acne”.

“L’acne – spiega la professoressa – è una patologia cronica causata spesso da un batterio (propionibacterium acnes), ma non è una patologia di tipo infettivo, ma di tipo infiammatorio. A volte vi sono alla base dei problemi ormonali (che spiegano il ricorso alla pillola anticoncezionale, ma la pillola non è la cura dell’acne)”. E per le forme lievi di acne, le linee guida dell’American Accademy of Dermatology (in USA gli adolescenti colpiti da acne sono 20 milioni) raccomandano l’utilizzo di un retinoide topico (un derivato della vitamina A) che ha proprietà antinfiammatorie e di riduzione delle lesioni. Per le forme meno lievi, raccomandano l’associazione del retinoide con benzoile perossido (BPO) che è un antibatterico “non antibiotico”, precisa Parodi. “Questo tipo di terapia (oggi esiste un farmaco che associa i due principi attivi) – dice Di Pietro – riesce a dare risultati già alla fine del primo mese, ma i giovani devono avere la pazienza e non smettere fino a quando, dopo almeno tre-quattro mesi, al tatto le lesioni acneiche sono scomparse”.

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