Uno studio pubblicato sull’European Heart Journal ha identificato due marcatori elettrocardiografici associati in modo significativo al rischio di morte cardiaca improvvisa (SCA) nei pazienti con pacemaker o defibrillatori, che presentano ritmo ventricolare artificiale. Questi risultati colmano una lacuna clinica rilevante: finora, infatti, i marcatori…
LeggiCanale Medicina: Quotidiano Cardiologia
Quotidiano Cardiologia
Deficit del recettore MC4R associato a un profilo lipidico protettivo
Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha messo in luce un legame tra la carenza del recettore melanocortinico 4 (MC4R) e un miglior profilo lipidico nei soggetti con obesità. I risultati sfidano la visione tradizionale secondo cui l’obesità è invariabilmente associata a dislipidemia, e…
LeggiInfiammazione persistente e rischio cardiovascolare nei pazienti depressi
Uno studio pubblicato su Frontiers in Cardiovascular Medicine ha esplorato la relazione tra infiammazione cronica, misurata tramite multipli dosaggi di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), e il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti affetti da depressione. Il lavoro parte dalla premessa che lo…
LeggiLipoproteina(a) associata a cardiopatia subclinica negli atleti anziani
Uno studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology ha evidenziato che livelli elevati di lipoproteina(a) [Lp(a)] sono associati alla presenza di malattia coronarica subclinica (CAD) in uomini di mezza età fisicamente attivi e privi di fattori di rischio cardiovascolare noti. I risultati indicano che…
LeggiIndice TyG predice il rischio di iperuricemia nelle fasi iniziali della sindrome CKM
Un’analisi su larga scala pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine evidenzia una significativa associazione tra l’indice trigliceridi-glucosio (TyG) e il rischio di iperuricemia nelle fasi precoci della sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), suggerendo un potenziale ruolo dell’indice TyG nella stratificazione precoce del rischio cardiometabolico. Lo studio…
LeggiAllenamento ad alta intensità riduce i biomarcatori cardiaci nello scompenso
Un’analisi sistematica pubblicata su Frontiers in Cardiovascular Medicine conferma che l’allenamento intervallato ad alta intensità (HIIT) può ridurre in modo significativo i livelli dei biomarcatori cardiaci nei pazienti con scompenso cardiaco, rispetto all’allenamento moderato continuo (MCT) o alle consuete attività di assistenza sanitaria. Tuttavia,…
LeggiTessuto adiposo epicardico è associato alla rigidità arteriosa nel diabete
Un nuovo studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha evidenziato una significativa associazione tra il volume del tessuto adiposo epicardico (EAT) e la rigidità arteriosa nei pazienti con diabete. I risultati suggeriscono che il deposito adiposo attorno al cuore possa contribuire al rischio cardiovascolare attraverso…
LeggiLa fibrosi muscolare papillare predice esiti avversi nella cardiomiopatia dilatativa
In una coorte di pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa (DCM), la presenza di fibrosi del muscolo papillare (papSCAR), rilevata tramite risonanza magnetica cardiaca avanzata, si è dimostrata un marcatore prognostico indipendente di mortalità cardiaca, insufficienza cardiaca e aritmie gravi. Lo studio, pubblicato su JAMA…
LeggiAspirina non riduce il rischio cardiovascolare negli anziani con CHIP
Uno studio pubblicato su JAMA Cardiology ha analizzato l’efficacia dell’aspirina a basso dosaggio nella prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari (CVD) in adulti anziani con ematopoiesi clonale di potenziale indeterminato (CHIP), una condizione associata a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e mortalità, ma per…
LeggiCardiomiopatia atriale aumenta il rischio di fibrillazione, scompenso e ictus
Uno studio recentemente pubblicato sull’European Heart Journal rafforza il concetto emergente della cardiomiopatia atriale (AtCM) come substrato comune per fibrillazione atriale (FA), scompenso cardiaco (HF) e ictus. L’indagine ha utilizzato i dati dell’UK Biobank per identificare marker e fattori di rischio di AtCM e…
LeggiPlozasiran sicuro e ben tollerato in volontari sani cinesi
Uno studio di fase I pubblicato su Cardiovascular Diabetology ha valutato sicurezza, tollerabilità e profili farmacocinetici (PK) e farmacodinamici (PD) di plozasiran (VSA001, ARO-APOC3), una terapia a interferenza RNA mirata all’apolipoproteina C3 (APOC3), nei volontari sani cinesi. APOC3 è un noto regolatore del metabolismo…
LeggiInsulino-resistenza accelera la progressione dalla NAFLD alle patologie CKM
In uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology, un team di ricercatori ha indagato il ruolo dell’insulino-resistenza nella progressione dalla steatosi epatica non alcolica (NAFLD) verso le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche (CKM), valutando anche l’influenza di fattori legati allo stile di vita. L’analisi si…
LeggiFibrillazione atriale: compromessa l’omeostasi del calcio mitocondriale
Uno studio pubblicato su Circulation Research ha evidenziato come la fibrillazione atriale (AF) comprometta l’accumulo di calcio (Ca²⁺) mitocondriale nei miociti atriali, alterando la risposta energetica cellulare e aumentando il rischio di eventi aritmici. Questo difetto appare legato a una disorganizzazione su scala nanometrica…
Leggi

