Coagulazione intravascolare disseminata durante arresto cardiaco e resuscitazione

E’ stata condotta una revisione della letteratura allo scopo di dimostrare che i cambiamenti nella coagulazione e nella fibrinolisi osservati nel corso dell’arresto cardiaco e della resuscitazione possano essere riconosciuti  come coagulazione intravascolare disseminata (CID), discutendo la probabilità di una CID come target terapeutico.

Nei pazienti con arresto cardiaco e sotto resuscitazione, la comparsa di fattori scatenanti della CID come profili molecolari associati a danni, citochine infiammatorie ed adrenalina, risulta associata all’attivazione delle piastrine, ad una marcata generazione di trombina ed a formazione di fibrina, con insufficienza della cascata della coagulazione ed incremento della fibrinolisi tramite l’attivatore tissutale del plasminogeno seguita poi da soppressione della fibrinolisi stessa mediata dall’inibitore 1 dell’attivatore del plasminogeno.

In questi pazienti inoltre, si osserva una simultanea attivazione dei neutrofili ed un danno endoteliale associato alla perturbazione del glicocalice. Il grado di questi cambiamenti risulta più grave nei pazienti con ipossia da arresto cardiaco prolungato, nei pazienti in cui le fasi di assenza di flusso o di basso flusso si dilungano, in quelli che non ritornano alla circolazione spontanea ed in quelli che non sopravvivono.

Gli studi clinici e su animali hanno dimostrato la riduzione del flusso ematico cerebrale della trombosi microvascolare della fibrina a livello di organi vitali, compreso il cervello stesso.

La diagnosi clinica di CID nei pazienti con arresto cardiaco e resuscitazione risulta associata a molteplici disfunzioni d’organo, come emerge dal punteggio alla valutazione del danno d’organo sequenziale e dall’incremento della mortalità.

La presente revisione ha confermato che i cambiamenti coagulofibrinolitici che si verificano nel corso dell’arresto cardiaco e della resuscitazione corrispondono alla definizione di CID della International Society of Thrombosis and Hemostasis, e che la CID è associata a disfunzioni d’organo ed ad esiti infausti per il paziente.

Queste evidenze implicano che la CID conclamata venga considerata uno dei principali target terapeutici nell’ambito della sindrome post-arresto cardiaco. (J Thromb Haemost online 2019, pubblicato il 18/5 doi: 10.1111/jth.14480)

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