Le neoplasie mieloproliferative (MPN) sono associate a un aumentato rischio cardiovascolare, inclusa la sindrome coronarica acuta, ma i dati riguardanti il ricorso all’intervento coronarico percutaneo (PCI) e le sue conseguenze nei pazienti con MPN sono limitati. Uno studio pubblicato su Catheterization and Cardiovascular Interventions ha analizzato le tendenze temporali e gli esiti dei pazienti con MPN sottoposti a PCI, evidenziando un rischio aumentato di complicanze rispetto ai pazienti senza MPN.
Utilizzando il database National Inpatient Sample dal 2016 al 2020, i ricercatori hanno esaminato 2.237.210 ospedalizzazioni per PCI, di cui 7.560 (0,27%) riguardavano pazienti con MPN. La prevalenza delle MPN tra i ricoveri per PCI è rimasta stabile nel tempo, con l’essenziale trombocitemia (ET) come condizione più comune nel sottogruppo MPN (53,2%). I pazienti con MPN presentavano una maggiore incidenza di comorbilità cardiovascolari rispetto ai non-MPN.
Dopo l’applicazione del propensity score matching per ridurre i bias, i pazienti con MPN hanno mostrato un rischio significativamente maggiore di trasfusioni di sangue (OR: 1,66; IC 95%: 1,22−2,24; p = 0,001) e di insufficienza renale acuta (OR: 1,39; IC 95%: 1,17−1,65; p < 0,001). Tuttavia, non è emersa una differenza statisticamente significativa nel rischio di mortalità intraospedaliera (OR: 1,18; IC 95%: 0,83−1,69; p = 0,354) o di sanguinamento (OR: 1,43; IC 95%: 0,90−2,27; p = 0,127).
Questi risultati indicano che, pur mantenendo una prevalenza stabile, i pazienti con MPN che si sottopongono a PCI affrontano un rischio maggiore di complicanze, in particolare emorragie e danno renale acuto. Ulteriori studi saranno necessari per comprendere i meccanismi sottostanti a queste vulnerabilità e migliorare la gestione clinica di questi pazienti ad alto rischio.
Catheter Cardiovasc Interv. 2025 Mar 13. doi: 10.1002/ccd.31489.


