La riduzione del danno deve essere la linea di difesa contro la pandemia del fumo. A sottolinearlo sono gli esperti intervenuti al quarto incontro scientifico organizzato da SCHORE, l’International Association on Smoking Control & Harm Reduction, che si è svolto online il 29 e…
LeggiArchivi: Medical Magazine
I dispositivi elettronici a rilascio di nicotina non sono più dannosi del fumo e potrebbero dare benefici a lungo termine
L’uso dei dispositivi elettronici a rilascio di nicotina (ENDS) non è più dannoso del fumo e potrebbe ridurre il rischio di danni all’organismo. Inoltre, alcuni pazienti potrebbero trarre benefici, nel tempo, dalla sostituzione delle sigarette tradizionali con questi device, anche se si dovrebbero condurre…
LeggiPassare a sistemi a tabacco riscaldato migliora efficacia della terapia antipertensiva
Smettere di fumare è importante nella gestione dell’ipertensione, negli uomini. Nel caso in cui, però, il paziente si rifiuti, si può proporre un passaggio ai sistemi che riscaldano il tabacco (THS), che può aumentare l’efficacia delle terapie antipertensive. È quanto ha osservato una ricerca…
LeggiSigarette tradizionali e prodotti a tabacco riscaldato: differenze a livello di funzionalità respiratoria
Nei pazienti che passano a usare i prodotti a tabacco riscaldato (HTP) gli outcome sulla salute sono significativamente migliori rispetto a chi continua a usare le sigarette tradizionali, con una minore riduzione della funzionalità polmonare e miglioramenti nei punteggi relativi alla broncopneumopatia cronica ostruttiva…
LeggiEffetti dei prodotti che riscaldano il tabacco rispetto alle sigarette tradizionali su funzionalità vascolare e stress ossidativo
Le sigarette che riscaldano il tabacco e non lo bruciano (HNBC – heat-not-burn cigarettes) hanno meno effetti dannosi su funzionalità vascolare, attivazione delle piastrine e stress ossidativo rispetto al fumo di tabacco tradizionale. Effetti che sono indipendenti dai livelli di nicotina e sono legati…
LeggiIn pazienti diabetici dializzati, l’emoglobina glicata sottostima la glicemia media
Secondo uno studio pubblicato su Nephron, l’emoglobina glicata sottostima i livelli medi di glucosio plasmatico nei pazienti con diabete di tipo 2 che si sottopongono a dialisi peritoneale, anche se il significato clinico di questo risultato è poco chiaro. “La durata ridotta della vita…
LeggiLa chetoacidosi diabetica iperosmolare in pazienti pediatrici spesso esita in coinvolgimento multiorgano
Il coinvolgimento multiorgano con danno renale acuto, rabdomiolisi, pancreatite, problemi neurologici e cardiaci come le aritmie, sono comuni nella chetoacidosi diabetica iperosmolare nella popolazione pediatrica. Questo è quanto riferisce uno studio portato avanti dal gruppo di Preneet Cheema Brar, della New York University Grossman…
LeggiIl test immunochimico fecale può essere un marcatore dell’aumento di rischio di diabete
Risultati positivi al test immunochimico fecale sono associati a un rischio significativamente più elevato di sviluppare il diabete, secondo uno studio pubblicato su Endocrinology and Metabolism. “Recentemente è stato suggerito che risultati positivi del test immunochimico fecale possano essere visti come un fattore di…
LeggiL’acido urico nel sangue è legato ad albuminuria in pazienti con diabete di tipo 2
Secondo uno studio pubblicato su Medicine, e diretto da Yun-Ju Lai, della National Yang Ming University, della Puli Branch of Taichung Veterans General Hospital, della National Taiwan University of Sport e della National Taipei University of Nursing and Health Sciences a Taiwan, l’acido urico…
LeggiMeta-analisi sugli eventi avversi correlati alla terapia Car-T
Un gruppo di ricercatori cinesi ha condotto una meta-analisi di 84 studi per valutare gli effetti collaterali dovuti alla terapia con cellule Car-T. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Cancers. Gli studi analizzati includevano un totale di 2.592 pazienti. Il tasso di sindrome…
LeggiCar-T anti CD19 e CD22 in pazienti adulti con neoplasie a cellule B ricorrenti o refrattarie
Oltre il 50% dei pazienti trattati con cellule Car-T anti-CD19 manifesta una malattia progressiva. Per prevenire la ricaduta in pazienti CD19– o CD19lo i ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno messo a punto e testato in uno studio clinico di fase I…
LeggiLinfoma a cellule B: esiti clinici a lungo termine di tisagenlecleucel (studio JULIET)
Il trial clinico JULIET è uno studio internazionale ancora in corso che valuta l’efficacia e la sicurezza della terapia con cellule Car-T anti-CD19 autologhe, tisagenlecleucel, in pazienti adulti affetti da linfomi a cellule B recidivanti/refrattari. Nel 2019, il New England Journal of Medicine, ha…
LeggiCar-T e rischio di riattivazione del virus HBV
Esistono pochi dati sul rischio di riattivazione del virus HBV e un’esperienza limitata nella gestione dei pazienti con infezione da HBV risolta sottoposti a terapia con cellule Car-T. Un gruppo di ricercatori ha eseguito un’analisi post-hoc di uno studio clinico prospettico condotto su pazienti…
Leggi