Morbo di Crohn, ritardi diagnostici ed impatto sulle complicazioni sullo sfondo della TBC

La diagnosi di morbo di Crohn può essere tardiva nella pratica clinica, e nelle aree di endemia della TBC la terapia antitubercolare empirica ritarda ulteriormente il trattamento.

E’ stato dunque condotto uno studio per valutare il ritardo diagnostico ed il suo impatto sulle complicazioni a lungo termine del morbo di Crohn in India, una zona in cui la TBC è endemica. Sono stati presi in considerazione 720 pazienti con morbo di Crohn, e sono stati esaminati fattori come stenosi, fistole e necessità di interventi chirurgici.

I soggetti con un ritardo diagnostico superiore a 18 mesi sono andati incontro a complicazioni stenotiche e chirurgia con una frequenza di gran lunga superiore rispetto a quelli diagnosticati più precocemente, mentre non sussiste alcuna differenza nello sviluppo di fistole.

Il 27% dei pazienti riceveva terapia anti-tubercolare, il che ha contribuito significativamente al ritardo diagnostico, con un tasso di risposta clinica iniziale del 47%. Inoltre l’incidenza delle complicazioni stenotiche era significativamente maggiore nei pazienti che hanno precedentemente ricevuto una terapia anti-tubercolare.

Il ritardo diagnostico nel morbo di Crohn dunque è associato ad un significativo incremento delle complicazioni stenotiche e della necessità di interventi chirurgici. La terapia anti-tubercolare empirica rappresenta il maggiore singolo contribuente al ritardo diagnstico nelle aree di endemia della TBC, ed è associata ad un incremento delle complicazioni stenotiche a lungo termine nonostante la risposta clinica iniziale alla terapia anti-tubercolare. (Aliment Pharmacol Ther online 2018, pubblicato il 24/3 doi: 10.1111/apt.14617)

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