Possibili differenze di sesso nei tassi di incidenza del virus dell’epatite A (HAV), in diverse fasce di età, non sono ben documentate. Manfred S Green e i suoi colleghi hanno condotto un’indagine con l’obiettivo di stimare tali differenze in modo valido sulla base di informazioni provenienti da diversi Paesi ad alto reddito.
Abbiamo ottenuto i dati relativi all’incidenza del virus HAV, suddivisi per genere e fasce di età in un periodo compreso tra 6 e 25 anni, da nove Paesi: Australia, Canada, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Israele, Paesi Bassi, Nuova Zelanda e Spagna.
I rapporti di incidenza tra maschi e femmine (IRR) sono stati calcolati per ogni anno, per Nazione e per fascia di età.
La prevalenza maschile nei tassi di incidenza è stata costantemente osservata in tutti i gruppi di età, anche se nei gruppi più giovani e più vecchi, nei quali i numeri tendevano a essere più bassi, i limiti inferiori degli intervalli di confidenza al 95% per gli IRR erano inferiori a uno. Nelle fasce d’età <1, 1-4, 5-9, 10-14, 15-44, 45-64 e 65+, gli IRR in pool (con IC al 95%) per i Paesi e i periodi di tempo erano 1.18 (0.94,1.48), 1.22 (1.16,1.29), 1.07 (1.03,1.11), 1.09 (1.04,1.14), 1.46 (1.30,1.64), 1.32 (1.15,1.51) e 1.10 (0.99,1.23) rispettivamente.
L’elevato tasso di incidenza di HAV nei giovani maschi, calcolato in un certo numero di Paesi, suggerisce che possa dipendere, almeno in parte, da differenze di genere fisiologiche e biologiche e non solo da fattori comportamentali. Questi risultati, considerati nel contesto più generale dei maggiori tassi di incidenza osservati nei giovani maschi in molte altre malattie infettive, possono fornire ulteriori chiavi di lettura dei meccanismi dell’infezione.
PLoS One. 2023 Jun doi: 10.1371/journal.pone.0287008


