Anche se la possibilità di avere la contraccezione d’emergenza direttamente in farmacia ha migliorato l’accesso a questa pratica, la necessità di una consulenza con un farmacista opportunamente formato e la carenza di scorte determinano un ritardo nell’accesso in un acquirente su cinque. A evidenziarlo è stata una ricerca con donne che in incognito si rivolgevano in farmacia per avere le pillole. I risultati dello studio, guidato da Anna Glasier, dell’Università di Edimburgo nel Regno Unito, sono stati pubblicati su BMJ Sexual & Reproductive Health.
La contraccezione d’emergenza è disponibile senza prescrizione nel Regno Unito dal 1991. A venti anni di distanza, i ricercatori inglesi hanno condotto uno studio sulla routine con cui viene fornita la contraccezione d’emergenza in farmacia. Allo scopo, compratori in incognito sono andati in 30 farmacie a Edimburgo, Dundee e Londra per chiedere farmaci per la contraccezione d’emergenza. Dopo la visita in farmacia hanno completato un questionario registrando la durata della consulenza, dove si è svolta e se venivano dati consigli sull’importanza di usare la contraccezione regolare dopo quella d’emergenza.
In totale, sono state concluse 55 visite. La durata media delle visite è stata di sei minuti. Le consulenze si sono svolte nel 62% dei casi in una stanza privata e nel restante al bancone. Nel 49% dei casi, inoltre, alle donne è stata sottolineata l’importanza di proseguire con una contraccezione regolare. Il 20% delle donne in incognito che sono entrate in farmacia, tuttavia, sono uscite senza medicinali a causa della carenza di scorte o dell’assenza di un farmacista formato. La gran parte delle donne, comunque, ha avuto un’esperienza positiva.


