Uno studio globale pubblicato su Archives of Medical Research analizza in modo dettagliato l’evoluzione epidemiologica della malattia ulcerosa peptica (PUD) tra adolescenti e giovani adulti di età compresa tra i 15 e i 49 anni, nel periodo compreso tra il 1990 e il 2021. Nonostante il calo complessivo di prevalenza, incidenza e mortalità, l’aumento assoluto dei casi in alcune regioni del mondo evidenzia profonde disuguaglianze sanitarie legate al contesto socioeconomico.
“Volevamo fornire un quadro globale, regionale e nazionale aggiornato del carico della malattia ulcerosa peptica nei giovani adulti, valutandone l’evoluzione nel tempo e le correlazioni con indicatori di sviluppo” spiega Tai Zhang, del Peking University Health Science Center di Pechino, Cina, che ha diretto il lavoro.
L’analisi, basata sui dati dello studio Global Burden of Disease (GBD) 2021, ha coinvolto 204 Paesi e ha esaminato la prevalenza, l’incidenza, la mortalità e gli anni di vita persi per disabilità (DALYs), stratificati per età, sesso, indice socio-demografico (SDI) e regione geografica. Tra il 1990 e il 2021, a livello globale, l’incidenza e la prevalenza della PUD si sono ridotte di circa il 32%, mentre la mortalità e i DALYs sono calati di oltre il 60%. Tuttavia, questi miglioramenti non sono stati equamente distribuiti. Nelle regioni a basso SDI, i casi assoluti sono aumentati del 50%, un dato attribuibile principalmente alla crescita demografica e alla limitata accessibilità ai servizi sanitari. Al contrario, nelle aree a SDI medio si è osservata una riduzione significativa dei tassi. Le regioni con la più alta prevalenza sono risultate il Sud Asia e l’Africa sub-sahariana occidentale, dove l’accesso alla prevenzione e alla diagnosi rimane scarso. Il lavoro evidenzia inoltre marcate disparità di genere; infatti, tra i 45 e i 49 anni, gli uomini presentano un tasso di prevalenza 1,4 volte superiore e un tasso di mortalità 2,2 volte più elevato rispetto alle donne della stessa fascia d’età. È stata rilevata una correlazione inversa tra lo sviluppo socioeconomico e il carico di malattia, a dimostrazione del legame tra stato economico e salute. Tuttavia, dal 2015 si è registrato un rallentamento dei progressi anche nei Paesi ad alto SDI, a causa dell’invecchiamento della popolazione e della trasformazione del profilo clinico della malattia. Secondo gli autori, il continuo aumento dei casi nelle aree più svantaggiate richiede strategie mirate e adattate ai contesti locali, con un focus su prevenzione, igiene alimentare, accesso ai farmaci e corretta gestione dei fattori di rischio. Allo stesso tempo, nei Paesi più sviluppati sarà necessario ripensare le politiche di screening e trattamento, per affrontare una popolazione sempre più anziana e prona alle comorbilità. “Solo con un approccio differenziato e basato sulle evidenze sarà possibile garantire un controllo equo e sostenibile della malattia ulcerosa peptica a livello globale” concludono gli esperti.
Arch Med Res. 2025 Sep 18;56(8):103320. doi: 10.1016/j.arcmed.2025.103320. Online ahead of print


