Ruolo del volume sistolico indicizzato nella prognosi dell’amiloidosi cardiaca

L’amiloidosi cardiaca da transtiretina (TTR-CA) è una patologia caratterizzata da una disfunzione diastolica predominante, che porta a una forma di cardiomiopatia restrittiva. Tradizionalmente, l’ecocardiografia è utilizzata per valutare la prognosi della malattia attraverso parametri come la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF) e lo strain longitudinale globale (GLS). Tuttavia, la LVEF può rimanere nei limiti della norma anche con la progressione della malattia, mentre il GLS non è sempre misurato a causa della qualità subottimale delle immagini ecocardiografiche.

Uno dei parametri emergenti per la valutazione della funzione cardiaca è il volume sistolico indicizzato (SVi), già noto per la sua associazione con la mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco, ma il suo ruolo prognostico nella TTR-CA è stato finora poco studiato. Per colmare questa lacuna, uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Medicine ha valutato il valore prognostico dello SVi nei pazienti con TTR-CA, confrontandolo con altri parametri della performance ventricolare sinistra.

Lo studio ha coinvolto 115 pazienti con diagnosi di TTR-CA, nei quali sono stati raccolti dati clinici, ecocardiografici e di laboratorio al basale. L’outcome primario era un composito di ospedalizzazione per scompenso cardiaco e mortalità. Attraverso un’analisi di regressione di Cox, gli autori hanno esaminato l’associazione dello SVi con l’outcome, confrontandolo con LVEF, GLS e MCF.

Durante un follow-up medio di 16,1 mesi (intervallo interquartile 7,4–24,9 mesi), si sono registrati 29 decessi e 19 ricoveri per scompenso cardiaco. Lo SVi è risultato significativamente associato all’outcome combinato (hazard ratio 0,96; intervallo di confidenza al 95%: 0,93–0,99), rimanendo un predittore indipendente anche dopo l’aggiustamento per stadio NAC, grado di insufficienza mitralica, età e uso di trattamenti modificanti la malattia. Il valore soglia dello SVi per predire l’outcome è stato individuato in 35 ml/m², con un hazard ratio di 2,30 (intervallo di confidenza al 95%: 1,03–5,17).

Questi risultati suggeriscono che lo SVi potrebbe essere un parametro utile nella stratificazione del rischio nei pazienti con TTR-CA, fornendo informazioni prognostiche indipendenti da altri parametri ecocardiografici consolidati. L’adozione dello SVi nella pratica clinica potrebbe migliorare l’identificazione precoce dei pazienti a maggior rischio di eventi avversi, consentendo strategie terapeutiche più mirate.

Journal of Cardiovascular Medicine 26(2):p 81-87, February 2025. | DOI: 10.2459/JCM.0000000000001690

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