L’infezione da Helicobacter pylori (H. pylori) nei bambini sani è significativamente associata all’alterazione della struttura del microbioma intestinale. Questo è quanto riferisce uno studio pubblicato su Helicobacter da un gruppo di ricerca guidato da Yelena Lapidot, della Tel Aviv University, che ha anche riscontrato…
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L’insonnia fa aumentare il rischio di ulcera peptica
Secondo uno studio pubblicato su Oxidative Medicine and Cellular Longevity, l’insonnia è un fattore di rischio causale per l’ulcera peptica, probabilmente a causa dello stress immunitario e ossidativo. “I nostri risultati indicano che il miglioramento della qualità del sonno potrebbe avere sostanziali benefici per…
LeggiUna dieta controllata può ridurre i sintomi nel reflusso laringofaringeo
Una dieta a basso contenuto di grassi e zucchero a rilascio rapido, ricca di proteine, alcalina e a base vegetale è un approccio terapeutico alternativo ed economico per i pazienti con reflusso laringofaringeo, secondo uno studio pubblicato su Laryngoscope. “Abbiamo cercato di studiare l’efficacia…
LeggiMalattia da reflusso gastroesofageo refrattaria alla terapia: una linea guida tira le somme della situazione
Un documento pubblicato su Gastroenterology & Hepatology, scritto sotto la direzione di Amit Patel, della Duke University School of Medicine e del Durham Veterans Affairs Medical Center, Stati Uniti, presenta una visione d’insieme aggiornata della diagnosi e della gestione della malattia da reflusso gastroesofageo…
LeggiNei pazienti con diabete va ricercata la presenza di steatosi epatica non alcolica
Secondo uno studio pubblicato sullo Scandinavian Journal of Gastroenterology, nei pazienti con diabete di tipo 2 seguiti da medici di base in Svezia esiste un’alta prevalenza di steatosi epatica non alcolica (NAFLD), e questi pazienti sono seguiti in maniera molto blanda, e non vengono…
LeggiDiabete di tipo 2: gli inibitori dell’SGLT-2 riducono l’acido urico
Gli inibitori dell’SGLT-2, in particolare luseogliflozin (1 mg e 10 mg) e dapagliflozin (5 mg), potrebbero ridurre significativamente i livelli di acido urico nei pazienti con diabete di tipo 2, secondo uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity & Metabolism. “Abbiamo cercato di determinare gli…
LeggiIn donne obese, sovrappeso e con diabete gestazionale interventi mirati possono migliorare gli esiti dell’allattamento
Secondo una revisione della letteratura pubblicata su Obesity Reviews, gli interventi che supportano e migliorano l’allattamento al seno post-partum esclusivo e l’allattamento al seno almeno complementare da sei mesi in poi in donne con diabete gestazionale o obesità/sovrappeso hanno un effetto positivo. “L’allattamento esclusivo…
LeggiiGlarLixi ha più effetto sull’emoglobina glicata nei pazienti refrattari alla terapia orale rispetto alle sue singole componenti
Negli adulti con diabete di tipo 2 ed emoglobina glicata pari ad almeno 64 mmol/mol (≥8%) nonostante la terapia con due farmaci antidiabetici orali, iGlarLixi, una combinazione titolabile a rapporto fisso di insulina glargine 100 U/mL (iGlar) e lixisenatide (Lixi), ha ottenuto un migliore…
LeggiIA per la diagnosi dei linfomi
La presenza di cancro del sistema linfatico è spesso determinata analizzando campioni di sangue o midollo osseo. Un team guidato da Peter Krawitz dell’Università di Bonn aveva dimostrato, nel 2020, che l’intelligenza artificiale può aiutare nella diagnosi di tali linfomi e leucemie. Il metodo…
LeggiMalattia minima residua, esito a lungo termine e delezioni IKZF1 in bambini e adolescenti con sindrome di Down e LLA
I pazienti con sindrome di Down e leucemia linfoblastica acuta (LLA) sono a maggior rischio di mortalità e recidiva correlata al trattamento. Uno studio internazionale pubblicato dalla rivista The Lancet Haematlogy valuta il potenziale effetto della sindrome di Down rispetto agli effetti delle mutazioni…
LeggiUn terzo dei sopravvissuti a un linfoma sperimenta un affaticamento a lungo termine
Uno studio pubblicato di recente dalla rivista Leukemia and Lymphoma descrive la prevalenza e la persistenza della fatica in una coorte di sopravvissuti al linfoma non Hodgkin (NHL). I risultati suggeriscono che un sopravvissuto al NHL su tre sperimenta un affaticamento clinicamente significativo molto…
LeggiMieloma multiplo: efficacia di carfilzomib o bortezomib in combinazione con ciclofosfamide e desametasone
Gli inibitori del proteasoma, carfilzomib e bortezomib, sono ampiamente usati per trattare il mieloma. In uno studio pubblicato dalla rivista haematologica, un gruppo di ricercatori inglesi ha confrontato l’attività di questi farmaci in combinazione con ciclofosfamide e desametasone (KCd vs. VCd) nel trattamento di…
LeggiPolimorfismi PD-L1 come marker predittivi nel carcinoma polmonare non a piccole cellule
Gli esperti hanno voluto studiare l’impatto dei polimorfismi del ligando di morte programmato 1 (PD-L1) sulla prognosi dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) trattati con radioterapia curativa. Lo studio si è basato sull’analisi di quattro polimorfismi a singolo nucleotide (SNP)…
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