Morbo di Alzheimer: disturbi del sonno predicono rapido declino cognitivo

Un eccesso di disturbi del sonno risulta connesso ad un incremento del declino cognitivo nei pazienti con morbo di Alzheimer. Come affermato damAdrienne Atayde del St. Michael’s Hospital di Toronto, autrice di uno studio condotto sui dati relativi a più di 400 pazienti, i responsabili di questo collegamento sarebbero i cosiddetti comportamenti notturni (NTB), fra cui figurano risvegli frequenti durante la notte, alzarsi troppo presto al mattino ed un numero eccessivo di sonnellini durante il giorno.

Non è stata riscontrata alcuna differenza fra soggetti con o senza NTB in termini di fattori di rischio di base di declino cognitivo, il che rivela il ruolo svolto dagli stessi NTB.

Dovrebbe esserci maggiore consapevolezza del fatto che il sonno abbia effetti sullo status cognitivo. La correlazione temporale fra disturbi del sonno, patologia dell’Alzheimer e deficit cognitivi correlati rimane controversa.

Il dibattito verte sulla possibilità che i disturbi del sonno siano sintomi del morbo di Alzheimer o siano potenziali fattori nella progressione della malattia, e non è noto se il trattamento precoce dei disturbi del sonno possa rallentare lo sviluppo del morbo di Alzheimer.

I comportamenti che sono comuni nella popolazione anziana, come i risvegli notturni, non vengono considerati comunemente NTB, ma sono talvolta talmente eccessivi da influenzare negativamente il personale assistenziale. (American Academy of Neurology (AAN) 2020 Annual Meeting. Abstract S23.01, non presentato per via della pandemia di CoVid-19)

Post correlati

Lascia un commento



Homnya Srl | Partita IVA: 13026241003

Sede legale: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via della Stelletta, 23 - 00186 - Roma
Sede operativa: Via Galvani, 24 - 20099 - Milano

Popular Science Italia © 2026