Ortopedia, fisiatria e reumatologia sono tra le visite specialistiche più richieste nel post-lockdown, che ha causato l’aumento del 40% delle patologie vertebrali, articolari e muscolari dall’inizio dell’isolamento sociale per motivi psicologici, obesità, scarso movimento e attività sportiva e smart working.
A dirlo è un’analisi effettuata dall’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), dall’Unione medica Euro Mediterranea (Umem) e del Movimento internazionale transculturale interprofessionale Uniti per Unire (UxU) realizzata tramite i loro sportelli online, le attività professionali degli esperti, degli specialisti e dei loro rappresentanti nelle varie Regioni italiane.
“Le patologie più frequenti sono per il 20% lombosciatalgia e cervicobrachialgia da discopatia ed ernia del disco, per il 15% sindrome da conflitto, capsulite adesiva e tendinopatia della cuffia dei rotatori delle spalle, per il 5% epicondiliti, per il 10% patologie reumatologiche riacutizzate, per il 10% gonalgia da varie patologie; per il 5% coxalgia da vari patologie; per il 15% distorsioni, contusioni e fratture, per il 5% strappi e algia muscolare durante l’attività sportiva – spiega in una nota Foad Aodi, presidente dell’Amsi e direttore sanitario del Gruppo polispecialistico internazionale (Gpi) e membro del registro esperti Fnomceo – Il resto del 15% è composto da lombalgia da patologie di natura viscerale, addominale e renale, crolli vertebrali, neuropatie periferiche, fasciti plantari e tendiniti (mano, polso, piede e caviglia)”


