
Il primo fattore da tenere in conto è la virulenza del ceppo influenzale: oggi è piĂą facile valutare il potenziale pandemico di un nuovo virus, ma – spiegano i ricercatori – bisogna creare un adeguato sistema di sorveglianza che sia attivo in tutto il mondo. Questo sarĂ ancora piĂą importante dal momento che i cambiamenti climatici cambieranno i comportamenti degli animali che fungono da ‘riserva’ del virus, per esempio modificando le rotte migratorie di molte specie di uccelli.
Inoltre, la perdita di raccolti e la malnutrizione da un lato, l’antibiotico-resistenza, l’obesitĂ e l’invecchiamento della popolazione dall’altro, potrebbero aumentare il tasso di mortalitĂ . In attesa di un vaccino universale, dunque, dicono i ricercatori, bisogna informare la popolazione sugli eventuali rischi in caso di pandemia e puntare sulle misure per prevenire i contagi.
