
Gli 11 progetti di Missione Vita
Si chiama Corm l’esperimento organizzato dall’UniversitĂ di Firenze che punta a verificare l’efficacia del coenzima Q10 nel contrastare i danni che la microgravitĂ procura alle cellule della retina: un problema comune agli astronauti che lavorano nello spazio per lunghi periodi e che, a Terra, permetterĂ di combattere gravi malattie causa di cecitĂ , come il glaucoma.
Nanoros, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, prevede l’uso di sostanze antiossidanti per combattere i danni da stress ossidativo, mentre Myogravity, dell’UniversitĂ ‘G. d’Annunzio’ di Pescara, studia gli effetti della microgravitĂ sui muscoli, con la ricerca di sostanze capaci di contrastarli.
Serism, del Campus BioMedico di Roma, punta invece a studiare come cambia in orbita il metabolismo delle ossa per evitare i problemi di osteoporosi che colpiscono gli astronauti. In-Situ, dell’UniversitĂ di Bologna, è un esperimento che misura dei biomarcatori dello stress e Aramis, della Thales Alenia Space, punta a sviluppare un’app che usa la realtĂ aumentata per aiutare gli astronauti a organizzare il carico all’interno di un cargo.
Perseo, di UniversitĂ di Pavia e Thales Alenia Space, è invece una sorta di ‘abito spaziale’, una giacca che contiene acqua per proteggere gli astronauti dalle radiazioni cui sono esposti nei lunghi viaggi e, un giorno, nella permanenza su una base lunare o marziana.
Orthostatic Tolerance, dell’Irrcs an Raffaele Pisana, prevede un programma di allenamento personalizzato per mantenere la posizione eretta. Multi-Trop, dell’UniversitĂ Federico II di Napoli, studia la crescita delle piante in microgravitĂ .
Arte, della Argotec, riguarda studi sul trasferimento di calore e, della stessa azienda è ISSpresso, la macchina per il caffè espresso resa piĂą semplice da usare e per la quale Paolo Nespoli si è addestrato da ‘barista’ spaziale.
