Uno studio condotto su scala nazionale in Cina e pubblicato su Frontiers in Medicine ha indagato l’interazione tra ulcera peptica (PU) e malattie cardiovascolari (CVD) negli anziani, con particolare attenzione all’impatto di questa comorbilità sulla mortalità. I risultati suggeriscono un legame unidirezionale tra CVD e PU, ma non un’influenza reciproca sulla prognosi, pur evidenziando fattori di rischio specifici per la mortalità nei soggetti più fragili.
“Abbiamo voluto chiarire il rapporto tra ulcera peptica e patologie cardiovascolari nella popolazione geriatrica, valutandone le implicazioni sul rischio di mortalità a lungo termine” afferma Lin He, del Longhua Hospital, Shanghai University of Traditional Chinese Medicine, Shanghai, Cina, autore principale dello studio.
Il lavoro ha incluso 3.636 partecipanti anziani, reclutati attraverso un’indagine sanitaria nazionale. L’analisi statistica ha impiegato curve di Kaplan-Meier e test log-rank per valutare le differenze di sopravvivenza tra i gruppi, mentre modelli stratificati hanno permesso di analizzare l’effetto di variabili cliniche e demografiche. I risultati hanno mostrato che la presenza di malattie cardiovascolari è associata a un aumento significativo del rischio di sviluppare ulcera peptica. Tuttavia, l’inverso non è stato osservato; i pazienti con PU non presentavano infatti un rischio significativamente aumentato di sviluppare CVD. Per quanto riguarda la mortalità, è emerso che i soggetti con CVD avevano un rischio maggiore rispetto a quelli senza comorbilità. Non è stata invece riscontrata una differenza significativa nella mortalità tra i pazienti con sola PU e quelli con comorbilità PU e CVD, suggerendo che l’ulcera peptica non peggiora la prognosi nei pazienti cardiovascolari. L’analisi stratificata ha però identificato due categorie di pazienti affetti da PU ad aumentato rischio di mortalità, ovvero gli uomini e i soggetti di età pari o superiore a 75 anni, in entrambi i casi con significatività statistica. Questi risultati indicano che, sebbene l’ulcera peptica da sola non rappresenti un fattore di rischio indipendente per la mortalità, esistono sottogruppi vulnerabili che richiedono attenzione clinica mirata. “Questi dati sottolineano l’importanza di adottare strategie di gestione differenziate in base all’età e al genere nei pazienti affetti da PU, specialmente in contesti geriatrico-cardiovascolari complessi. In particolare, il monitoraggio intensificato e interventi preventivi personalizzati potrebbero essere indicati per uomini anziani con storia ulcerosa, anche in assenza di CVD conclamata” concludono gli autori.
Front Med (Lausanne). 2025 Aug 26:12:1610867. doi: 10.3389/fmed.2025.1610867. eCollection 2025.


