Uno studio pubblicato su Cureus evidenzia una prevalenza elevata di infezione da Helicobacter pylori (H. pylori) nei pazienti affetti da ulcera duodenale nella popolazione dell’India meridionale. I risultati sottolineano l’importanza di considerare fattori di rischio locali, pratiche igieniche e resistenze antibiotiche emergenti nella gestione di questa patologia digestiva comune ma potenzialmente grave.
“Il nostro obiettivo era quello di valutare la prevalenza dell’infezione da H. pylori nei pazienti con ulcera duodenale e identificare i principali fattori clinici e ambientali associati, per ottimizzare la strategia terapeutica a livello regionale” afferma Arunima Das, dello Sree Balaji Medical College and Hospital, Chennai, India, che ha guidato lo studio.
La ricerca è stata condotta nell’arco di un anno, con uno studio trasversale su 112 pazienti con diagnosi endoscopica di ulcera duodenale. L’infezione da H. pylori è stata rilevata con diverse metodiche diagnostiche, tra cui l’istopatologia, il test rapido all’ureasi (RUT), il test dell’antigene fecale e il test del respiro all’urea. I dati clinici, comportamentali e terapeutici sono stati raccolti tramite interviste strutturate e analizzati con software statistico SPSS. La prevalenza complessiva dell’infezione è risultata pari al 69,6%, con 78 pazienti positivi. Le fasce d’età più colpite erano quelle comprese tra i 31 e i 50 anni. L’infezione è stata leggermente più frequente tra le donne (72%) rispetto agli uomini (67,7%), e i fattori di rischio significativamente associati all’infezione comprendevano uso di FANS, fumo, consumo di alcol, dieta ricca di sale, scarsa igiene e una familiarità per ulcera peptica. Dal punto di vista diagnostico, l’istopatologia si è dimostrata il metodo più accurato, con una sensibilità e specificità del 100%. Per quanto riguarda la terapia, la terapia quadrupla ha raggiunto un tasso di eradicazione del 92,9%, risultando superiore alla terapia tripla, che ha mostrato un’efficacia del 76%. Anche la recidiva a sei mesi è stata significativamente più bassa nei pazienti trattati con quadrupla terapia (7,1%) rispetto a quelli sottoposti a terapia tripla (24%). Nonostante una maggiore incidenza di effetti collaterali con la terapia quadrupla, questi sono stati generalmente gestibili in modo efficace. Complicanze cliniche, come sanguinamento gastrointestinale e degenze ospedaliere prolungate, sono risultate più comuni nei pazienti positivi per H. pylori. Lo studio conferma che l’infezione da H. pylori rappresenta ancora un problema endemico rilevante e che la gestione clinica dell’ulcera duodenale deve tener conto delle caratteristiche locali della popolazione, sia in termini di rischio ambientale che di risposta al trattamento. Gli autori raccomandano l’implementazione di screening sistematici, protocolli terapeutici personalizzati e interventi di sanità pubblica mirati, al fine di contenere efficacemente il peso della malattia peptica correlata a H. pylori.
Cureus. 2025 Aug 20;17(8):e90573. doi: 10.7759/cureus.90573. eCollection 2025 Aug.


