E’ stato dimostrato che l’attuale sistema di stadiazione per i tumori orofaringei Hpv-positivi non è adeguato. Il prof. Eric Sturgis dell’Università del Texas ha proposto un nuovo sistema di stadiazione per questi tumori, riportando risultati di uno studio su 660 pazienti che ne dimostra la capacità di predire meglio la sopravvivenza e pianificare di conseguenza il trattamento.
Il nuovo sistema impiega una tecnica statistica che combina le componenti T ed N del sistema TNM e, inoltre, fa uso delle categorie N derivate dal sistema di stadiazione dei tumori nasofaringei, che vengono indotti dal virus Epstein-Barr ed hanno una storia naturale simile a quella dei tumori orofaringei Hpv-positivi.
Attualmente viene sempre impiegato il sistema di stadiazione American Joint Commission on Cancer/Union for International Cancer Control, anche se esso deriva da tumori orofaringei Hpv-negativi e correlati al tabacco. Benché altri gruppi abbiano dimostrato che l’attuale sistema di stadiazione funzioni molto bene per i tumori Hpv-negativi, esso non differenzia bene i pazienti Hpv-positivi in termini di prognosi e, inoltre, classifica virtualmente tutti i pazienti come stadio IV.
Il cambiamento chiave con il nuovo sistema consiste nel fatto che i pazienti che presentano un coinvolgimento della fossa sopraclavicolare vengono assegnati ad una classe N superiore rispetto al sistema precedente e nel fatto che le metastasi linfonodali, che non si trovano nella parte inferiore del collo ma sono bilaterali, si trovano in categoria N2. Il nuovo sistema consente al medico di identificare meglio i pazienti con una prognosi peggiore e che possono trarre beneficio da una terapia piĂą aggressiva, e potrebbe anche portare ad una riduzione del sovratrattamento dei pazienti che necessitano solo della terapia standard. (J Clin Oncol online 2016, pubblicato il 16/2)


