La risposta alla terapia sistemica contro il tumore del colon-retto metastatico (mCRC) è attualmente valutata mediante imaging radiologico. Tuttavia, un numero crescente di studi ha dimostrato che il DNA tumorale circolante (ctDNA) può essere utilizzato come metodo alternativo per valutare l’efficacia del trattamento. Anja Holz e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di valutare il valore prognostico delle biopsie liquide sequenziali in pazienti con tumore del colon-retto metastatico trattati con terapia sistemica. Gli esperti hanno selezionato 56 trial randomizzati, non randomizzati e studi osservazionali prospettici, per un totale di 3735 pazienti con tumore del colon-retto metastatico, che hanno riportato il cambiamento nella concentrazione di ctDNA nel DNA libero totale circolante nel corso della terapia sistemica per prevedere la risposta al trattamento secondo i criteri RECIST. L’aumento del ctDNA durante la terapia sistemica rispetto al basale è risultato fortemente associato alla sopravvivenza libera da progressione (Hazard Ratio [HR]: 2,44) e alla sopravvivenza complessiva (HR: 2,53). Gli Autori concludono sottolineando il forte valore prognostico dell’analisi longitudinale del ctDNA basato sul plasma attraverso la biopsia liquida nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico. Le ricerche future dovrebbero valutare il ruolo del ctDNA nel guidare le decisioni terapeutiche, in particolare nell’identificare i pazienti che potrebbero beneficiare della continuazione o del cambiamento della terapia sistemica. Sebbene sia ancora necessaria un’ulteriore standardizzazione del test del ctDNA, le evidenze attuali supportano l’integrazione del monitoraggio seriale del ctDNA nei prossimi trial clinici per gettare le basi della sua inclusione nelle future versioni RECIST.
Cancer Treat Rev. 2025 Sep doi: 10.1016/j.ctrv.2025.102999


