Il cancro colorettale a insorgenza precoce (EO-CRC) si riferisce alla sua comparsa prima dei 50 anni. L’incidenza è aumentata negli ultimi anni, attirando l’attenzione dei ricercatori sul comportamento oncologico e sui potenziali fattori di rischio modificabili. Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica con la finalità di approfondire l’argomento. È stato esplorato con attenzione il database PubMed/MEDLINE alla ricerca di lavori originali riguardanti l’EO-CRC. I criteri di inclusione comprendono pazienti con cancro colorettale di età inferiore ai 50 anni, senza fattori noti predisponenti per la malignità o sindrome ereditaria di cancro colorettale, che presentano caratteristiche e outcome oncologici. Tutti gli studi sono stati valutati per il bias, impiegando lo strumento ROBINS-E 2022, e sono stati sintetizzati in un’analisi qualitativa. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 29 documenti per un totale di 64.376 soggetti con EO-CRC. I risultati sono stati classificati in tre categorie:
- Dati demografici
- Caratteristiche istopatologiche
- Esiti del trattamento
21 studi concordano sul fatto che i tumori del retto (45%) e del lato sinistro (47,1%) sono più comuni nei pazienti più giovani. 5 indicano che la più alta prevalenza di cancro colorettale riguarda la fascia di età 40-49 anni mentre 17 studi riportano uno stadio più elevato (III e IV) alla diagnosi, accompagnato da invasione linfovascolare e perineurale.
La revisione presenta alcuni limiti:
- è basata su un singolo database;
- non tutti gli studi hanno fornito informazioni sulle variabili
- i pazienti non sono stati categorizzati in tutte le ricerche nelle stesse fasce d’età sebbene tutti avessero meno di 50 anni.
Gli Autori concludono che, dato che l’EO-CRC è in aumento, la necessità di un monitoraggio più attento e di uno screening possibilmente anticipato diventa evidente. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sulla ricerca di nuovi biomarcatori di screening e di fattori di rischio modificabili che potrebbero diminuire la mortalità e migliorare gli outcome dei pazienti.
Ann Gastroenterol. 2025 Jul-Aug doi: 10.20524/aog.2025.0977


