Il tumore della mammella (BC) è il cancro più comune che colpisce le pazienti anziane. Tuttavia, queste donne potrebbero non ricevere un’assistenza oncologica ottimale. Le ragioni possono includere comorbilità, aderenza limitata alle linee guida cliniche e prove insufficienti a supporto delle raccomandazioni delle linee guida. Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica con la finalità di esaminare le prove del beneficio clinico della chemioterapia (CHT) nella popolazione di donne anziane con tumore della mammella. È stata condotta un’esplorazione sistematica della letteratura alla ricerca di lavori pertinenti, pubblicati da gennaio 2000 ad aprile 2023, che hanno analizzato l’applicazione della CHT, gli effetti sulla sopravvivenza e le tossicità in pazienti anziane. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 24 documenti ritenuti idonei. I dati indicano che il beneficio della CHT nelle pazienti anziane è inconsistente. È emersa l’evidenza dei benefici della CHT in pazienti anziane con carcinoma mammario (BC) ad alto rischio e sottotipi specifici come il BC triplo negativo o HER2 positivo. I dati provenienti da studi sui tassi di risposta patologica completa (pCR) o sui tassi di downstaging chirurgico, dopo chemioterapia neoadiuvante (NACT) in diversi gruppi di età, sono controversi. Gli Autori concludono che i risultati degli studi sugli effetti della CHT nelle pazienti anziane sono insufficienti per trarre conclusioni definitive a causa dell’eterogeneità della definizione di paziente “anziana” e dell’applicazione di diversi farmaci e dosaggi. Tuttavia, le pazienti con BC ad alto rischio possono trarre beneficio dalla CHT.
Arch Gynecol Obstet. 2025 Nov doi: 10.1007/s00404-025-08120-5


